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Il 1° maggio 2026, Il Sole 24 Ore riportava in prima pagina la notizia dell’accordo tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio — fondatore di EssilorLuxottica — sul passaggio del 25% di Delfin a Leonardo Maria Del Vecchio e sulla chiusura contestuale del dossier successorio. Un patrimonio stimato in circa 40 miliardi di euro, otto eredi, una holding internazionale, tre anni di negoziazioni e un closing fissato per il 27 giugno 2026, quarto anniversario dalla scomparsa del fondatore.

Questo caso, raramente accessibile al grande pubblico con tale livello di dettaglio, offre uno spaccato straordinario degli strumenti giuridici che ogni famiglia — indipendentemente dalla dimensione del patrimonio — può e dovrebbe conoscere per pianificare il passaggio generazionale. Dalla scelta del beneficio di inventario alla struttura della holding familiare, dall’esecuzione del testamento all’accordo divisionale tra coeredi: meccanismi del Codice Civile italiano, disponibili a tutti, ma che richiedono pianificazione anticipata e assistenza notarile qualificata.


🔑 Punti Chiave

Q: Cos’è la holding familiare e perché è utile nella successione?

A: È una società (S.r.l. o S.p.A.) che detiene partecipazioni e beni della famiglia, consentendo di gestire il patrimonio in modo unitario e programmarne il trasferimento generazionale senza frammentazione tra gli eredi.

Q: Cosa significa accettare un’eredità con beneficio di inventario?

A: L’erede accetta l’eredità ma risponde dei debiti ereditari solo con i beni ricevuti, non con il proprio patrimonio personale (art. 470 c.c.). È la scelta più prudente quando la consistenza dell’asse ereditario è incerta.

Q: Che differenza c’è tra rinunciare e mantenere il beneficio di inventario?

A: Chi rinuncia risponde illimitatamente dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio personale. Chi lo mantiene limita il rischio ai soli beni ereditati — una differenza che, come nel caso Del Vecchio, può influire sulla forza negoziale nella divisione.

Q: Cosa succede alle quote societarie quando un socio muore?

A: In assenza di clausole statutarie specifiche, le partecipazioni si trasmettono automaticamente agli eredi (art. 2469 c.c.), con rischio di frammentazione, ingresso di estranei nella compagine e blocco delle decisioni societarie.

Q: Come si chiude formalmente un’eredità tra più coeredi?

A: Con la divisione ereditaria (art. 713 ss. c.c.), contrattuale — tutti gli eredi si accordano davanti al notaio — o giudiziale. La prima è sempre preferibile per tempi, costi e conservazione dei rapporti familiari.

Q: Il testamento è sufficiente per proteggere un grande patrimonio?

A: No. Il testamento è necessario ma non sufficiente: va affiancato da holding familiare, eventuale trust, patto di famiglia, donazioni in vita e polizze vita, coordinati in un piano successorio organico redatto con anticipo.

Q: Quando interviene il notaio nella successione?

A: In ogni fase decisiva: accettazione con beneficio di inventario, redazione dell’inventario, apertura del testamento, atti di divisione, trasferimenti di immobili e quote societarie, patto di famiglia, modifiche statutarie preventive.


Delfin come holding familiare: un modello replicabile

Delfin è la società holding attraverso cui Leonardo Del Vecchio controllava EssilorLuxottica (32,4%), Generali (10%), MPS (17,5%) e UniCredit (2,7%). Si tratta di una holding familiare di diritto lussemburghese, ma il modello — ridotto e adattato — è pienamente applicabile anche alle famiglie italiane con patrimoni immobiliari o imprenditoriali da tutelare.

Cos’è giuridicamente una holding familiare? È una società — tipicamente una S.r.l. o S.p.A. — che detiene le partecipazioni in altre società operative o il patrimonio immobiliare della famiglia. La sua utilità nella pianificazione successoria è molteplice:

  • Unitarietà del patrimonio: invece di dividere quote di decine di immobili o società tra gli eredi, si trasferisce la quota della holding
  • Governance controllata: lo statuto prevede clausole di prelazione, gradimento, intrasferibilità che impediscono l’ingresso di estranei
  • Continuità operativa: l’impresa non si ferma per effetto dell’apertura della successione
  • Ottimizzazione fiscale: il trasferimento di quote di holding è esente da imposta di successione e donazione, a condizione che il beneficiario mantenga il controllo per almeno cinque anni (art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. n. 346/1990, confermato da D.Lgs. n. 139/2024)
StrumentoVantaggi successoriProfilo di rischio
Holding S.r.l.Governance, continuità, agevolazione fiscaleCosti di gestione, adempimenti periodici
TrustMassima flessibilità, separazione patrimonialeRichiede trustee professionale
Patto di famigliaImmediato, blinda il trasferimento d’impresaSolo per imprenditore/artigiano
Polizza vitaLiquidità fuori dall’asse, immediataPremi elevati per grandi capitali
Tabella 1 — Principali strumenti di pianificazione successoria a confronto
Pianificare La Successione Del Patrimonio Familiare — Strumenti Notarili E Analisi Del Caso Del Vecchio 2026
Pianificare la successione del patrimonio familiare — strumenti notarili e analisi del caso del vecchio 2026 · elaborazione: studio notarile soldani

Come si costituisce una holding familiare

La holding familiare nasce con atto pubblico notarile. I principali passaggi sono quattro. Primo: scelta della forma giuridica — S.r.l. semplice, S.r.l. ordinaria o S.p.A. in base a dimensione e complessità del patrimonio. Secondo: redazione dello statuto con clausole successorie su misura (prelazione tra soci, gradimento per ammissione degli eredi, eventuale voto plurimo). Terzo: conferimento dei beni — immobili, quote societarie e liquidità vengono trasferiti alla holding con atto notarile. Quarto: integrazione con il testamento, che deve essere coordinato con la struttura societaria per evitare conflitti tra le disposizioni mortis causa e le clausole statutarie.

D: È necessario un grande patrimonio per costituire una holding familiare? No. Anche patrimoni di medie dimensioni — immobili per 500.000–800.000 €, quote societarie — possono beneficiare della struttura holding, che riduce costi e conflitti successori ben superiori ai costi di gestione.

D: La holding familiare deve essere costituita all’estero come Delfin? No. Delfin è lussemburghese per ragioni storiche e di governance internazionale. Per patrimoni italiani, una S.r.l. o S.p.A. italiana con statuto su misura è pienamente sufficiente.

Il testamento e la sua esecuzione: perché non basta averlo

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalle cronache del caso Del Vecchio è che l’accordo del maggio 2026 prevede espressamente «l’esecuzione del testamento» come condizione per la chiusura dell’eredità. Questo dettaglio rivela un aspetto spesso sottovalutato: il testamento non si esegue da solo.

L’esecuzione testamentaria è il complesso di atti necessari per dare attuazione alle disposizioni del testatore. Il Codice Civile (artt. 700–712 c.c.) prevede la figura dell’esecutore testamentario, nominato dal testatore stesso, con il compito di amministrare l’eredità per il tempo necessario, provvedere ai legati, pagare i debiti ereditari nel rispetto dell’ordine dei creditori e consegnare i beni agli eredi al termine della procedura.

Senza un esecutore nominato e senza pianificazione preventiva, l’esecuzione diventa un’impresa collettiva tra coeredi con interessi divergenti — con tutti i rischi che ne derivano.

Il ruolo del notaio nell’esecuzione testamentaria

Il notaio interviene in diversi momenti decisivi: apertura e pubblicazione del testamento olografo (art. 620 c.c.) o autenticazione di quello pubblico già depositato; accettazione dell’incarico da parte dell’esecutore con atto ricevuto dal notaio; atti di disposizione dei beni — trasferimenti immobiliari, cessioni di quote societarie in esecuzione delle disposizioni; redazione dell’atto di divisione al termine della procedura.

FAQ — Esecuzione testamentaria

D: Cosa succede se non c’è un esecutore testamentario nominato? Gli eredi devono accordarsi tra loro (divisione contrattuale) o ricorrere al tribunale (divisione giudiziale). Senza accordo, la comunione ereditaria può durare anni e paralizzare la gestione dell’impresa o del patrimonio.

D: Il testatore può nominare più esecutori testamentari? Sì. Possono agire disgiuntamente salvo diversa disposizione (art. 707 c.c.). È consigliabile nominare anche un sostituto in caso di rinuncia o sopravvenuta incapacità.

D: Quanto dura l’incarico dell’esecutore testamentario? Di norma un anno, prorogabile dal tribunale per cause giustificate (art. 703 c.c.). Per patrimoni complessi con partecipazioni societarie rilevanti, la proroga è quasi sempre necessaria.

Beneficio di inventario: la scelta prudente degli eredi

Dalle cronache del caso Del Vecchio emerge un dato giuridicamente rilevante: Luca e Paola Del Vecchio avevano accettato l’eredità con beneficio di inventario, mentre Claudio aveva rinunciato a tale beneficio — una scelta che, secondo le fonti giornalistiche, ha influito sulle trattative divisionali.

Cos’è il beneficio di inventario

L’accettazione con beneficio di inventario (artt. 484–511 c.c.) è la modalità di accettazione dell’eredità che limita la responsabilità dell’erede ai soli beni ricevuti per successione, separando il patrimonio personale dell’erede da quello del defunto. Consente di pagare i creditori ereditari seguendo l’ordine di legge, prima di distribuire il saldo agli eredi, ed è obbligatoria per i minori, gli interdetti, gli inabilitati e le persone giuridiche (art. 471 c.c.).

⚠️ Chi rinuncia al beneficio di inventario risponde dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio personale, senza limiti di valore.

La procedura notarile

FaseAttoTermine
Dichiarazione di accettazioneAtto ricevuto dal notaio o dal cancelliere del tribunaleEntro 10 anni dall’apertura (3 mesi se l’erede è nel possesso dei beni)
Redazione dell’inventarioVerbale notarile di inventario dei beniEntro 3 mesi dalla dichiarazione
Liquidazione dei creditoriPagamento secondo ordine di leggeNessun termine fisso
Chiusura e divisioneAtto di divisione notarileDopo completamento della liquidazione
Tabella 2 — Procedura di accettazione con beneficio di inventario

FAQ — Beneficio di inventario

D: Il beneficio di inventario si può perdere dopo averlo accettato? Sì. Decade se l’erede omette di redigere l’inventario nei termini, aliena beni ereditari prima della redazione dell’inventario, o non rispetta le procedure di liquidazione previste dalla legge (art. 494 c.c.).

D: Il beneficio di inventario si può revocare volontariamente? Sì, è possibile rinunciarvi. La rinuncia è però irrevocabile: una volta effettuata, l’erede risponde illimitatamente dei debiti ereditari.

L’accordo tra coeredi: la divisione ereditaria

Quando vi sono più eredi — come nel caso Del Vecchio con otto chiamati — l’eredità cade automaticamente in comunione ereditaria: tutti i beni appartengono pro quota a tutti gli eredi. Nessuno può disporre autonomamente dei singoli beni senza il consenso degli altri.

La divisione ereditaria (artt. 713–768 c.c.) è l’atto con cui si scioglie la comunione, attribuendo a ciascun erede beni specifici in sostituzione delle quote astratte.

Divisione contrattuale vs giudiziale

Divisione contrattuale: tutti gli eredi si accordano e stipulano l’atto di divisione davanti al notaio. È la via preferibile: rapida, economica, su misura rispetto alle esigenze dei singoli. Divisione giudiziale: se non c’è accordo, qualsiasi erede può ricorrere al tribunale. I tempi possono essere decennali, i costi elevatissimi, i rapporti familiari irreparabilmente compromessi.

Nel caso Del Vecchio, il closing fissato al 27 giugno 2026 rappresenta la data target per la divisione contrattuale. Le fonti giornalistiche segnalano che al momento mancava ancora la posizione definitiva di almeno uno degli eredi, condizione necessaria per raggiungere l’unanimità.

Le clausole chiave dell’accordo divisorio

Un atto di divisione notarile per patrimoni complessi contiene tipicamente: perizia di stima (valutazione tecnica giurata degli immobili e delle partecipazioni); conguagli in denaro (chi riceve beni di valore superiore alla propria quota paga un conguaglio); imputazione delle donazioni ricevute in vita, soggette a collazione (art. 737 c.c.), salvo dispensa testamentaria; verifica della legittima e, se necessario, azione di riduzione (art. 553 c.c.); clausole di garanzia per le eventuali passività non emerse al momento della divisione.

D: Si può dividere l’eredità senza l’accordo di tutti gli eredi? No, per la divisione contrattuale serve il consenso unanime. Se uno degli eredi è contrario o irreperibile, si deve ricorrere al tribunale per la divisione giudiziale.

Le quote societarie nell’eredità: complessità e soluzioni

Il cuore della vicenda Del Vecchio riguarda la gestione delle partecipazioni societarie nell’asse ereditario. Si tratta di un tema rilevante anche per le famiglie con imprese di medie dimensioni: una S.r.l. di famiglia, una partecipazione in una società operativa, quote di una società immobiliare.

Cosa succede alle quote di S.r.l. alla morte del socio

In assenza di clausole statutarie specifiche, le quote di S.r.l. si trasmettono automaticamente agli eredi per effetto della successione (art. 2469 c.c.). Questo automatismo può generare tre problemi seri:

  • Ingresso indesiderato: eredi non graditi dalla compagine sociale entrano automaticamente come soci
  • Frammentazione: la quota si divide tra più eredi, creando comproprietà difficile da gestire
  • Blocco operativo: la comunione sulle quote può paralizzare l’assunzione di decisioni societarie

Le clausole statutarie preventive

ClausolaEffettoDa valutare
Continuazione con gli erediLe quote si trasmettono a tutti gli erediNessun filtro sugli eredi ammessi
IntrasferibilitàLe quote non sono trasmissibili: obbligo di liquidazioneVa bilanciata con il diritto di recesso del socio
Gradimento degli erediI soci superstiti decidono se ammettere gli erediTermini brevi per la delibera, per evitare stallo
PrelazioneI soci esistenti hanno diritto di acquisto preferenzialeNon impedisce la trasmissione, riduce il rischio
ConsolidazioneLe quote si consolidano in capo ai soci superstitiRichiede meccanismo di valutazione equa
Tabella 3 — Clausole statutarie per la gestione della successione nelle S.r.l.

Il patto di famiglia: lo strumento ideale per l’imprenditore

Per le imprese italiane, il patto di famiglia (artt. 768-bis/768-octies c.c.) è lo strumento più potente per il trasferimento dell’azienda tra le generazioni. Consente di trasferire in vita l’azienda o le partecipazioni al successore prescelto, con il consenso di tutti i legittimari, blindando l’operazione contro i futuri conflitti successori.

  • Richiede la forma dell’atto pubblico notarile (requisito ad substantiam)
  • Blinda il trasferimento: i legittimari che vi hanno partecipato non possono impugnarlo, salvo vizi formali
  • È agevolato fiscalmente: esenzione da imposta di successione e donazione a condizione di mantenere il controllo per cinque anni (art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. n. 346/1990)
  • Prevede compensazioni monetarie o in natura per i legittimari che non ricevono l’azienda
  • ⚠️ È ammesso solo per l’imprenditore individuale e il titolare di partecipazioni societarie (non per patrimoni puramente immobiliari)

Guida Pratica: Come pianificare la successione di un patrimonio familiare

Non serve un patrimonio da 40 miliardi per affrontare gli stessi problemi, in scala. Anche una famiglia con un appartamento, una partecipazione in una S.r.l. e un conto corrente deve pianificare. I problemi sono identici; cambiano solo i numeri.

Step 1 — Analisi del patrimonio. Prima di qualunque pianificazione, occorre un quadro preciso e aggiornato: beni immobili (con verifica ipocatastale e conformità urbanistica), partecipazioni societarie (visura camerale e analisi dello statuto vigente), beni mobili, depositi bancari, polizze vita, eventuali debiti, fideiussioni, garanzie prestate.

Step 2 — Individuazione degli obiettivi. Chi deve continuare l’impresa di famiglia? Chi ha maggior bisogno di liquidità immediata? Ci sono eredi con bisogni speciali (disabilità, fragilità economica)? Esistono rapporti conflittuali tra i potenziali eredi? C’è un patrimonio immobiliare da mantenere unito o da dividere?

ObiettivoStrumento principale
Continuità imprenditorialePatto di famiglia, holding familiare, clausole statutarie
Protezione da creditoriTrust, fondo patrimoniale
Liquidità immediata agli erediPolizza vita, donazione in vita
Equità tra figli con interessi diversiDivisione concordata, testamento con conguagli
Riduzione del carico fiscaleHolding, donazione in vita con anticipo di legittima
Tutela eredi minori o fragiliBeneficio di inventario, nomina tutore
Step 3 — Scelta degli strumenti in base all’obiettivo

Step 4 — Redazione degli atti notarili. Il notaio redige e autentica, secondo il piano: testamento pubblico (o autenticazione olografo), atto costitutivo della holding con statuto su misura, patto di famiglia, eventuali atti di donazione in acconto di legittima, modifiche statutarie delle società operative.

Step 5 — Revisione periodica. Il piano successorio va rivisto ogni tre-cinque anni o al verificarsi di eventi significativi: nascita di nipoti, matrimonio o separazione dei figli, acquisizione o cessione di imprese, variazioni normative rilevanti.

Caso Pratico: La famiglia Bianchi e la piccola holding

Situazione tipo — dati di fantasia a scopo esemplificativo

Marco Bianchi, 72 anni, ha tre figli: Anna (avvocato, 45 anni), Luca (gestisce la S.r.l. costruzioni di famiglia, 42 anni) e Sara (insegnante, 38 anni, con tre figli minori). Patrimonio complessivo: tre immobili (800.000 €), 100% delle quote della S.r.l. Costruzioni Bianchi (600.000 €), liquidità per 200.000 €.

Il problema senza pianificazione: se Marco muore intestato, i tre figli diventano comproprietari al 33,33% di tutto. Luca non può gestire da solo la S.r.l. Anna vuole liquidità, non immobili. Sara — con figli minorenni — deve obbligatoriamente accettare con beneficio di inventario. Rischio concreto: blocco della S.r.l., stallo sulla gestione degli immobili, ricorso al tribunale. Tempi stimati: 5-8 anni. Costi: decine di migliaia di euro.

La soluzione notarile pianificata: (1) costituzione di una holding S.r.l. cui conferire immobili e quote della S.r.l. costruzioni; (2) statuto holding con clausola di gradimento e diritto di prelazione in favore di Luca; (3) testamento pubblico — a Luca il 51% della holding con obbligo di conguaglio, ad Anna e Sara il 24,5% ciascuna o equivalente in liquidità; (4) polizza vita da 400.000 € a favore di Anna e Sara per coprire il conguaglio, fuori dall’asse ereditario; (5) nomina di un esecutore testamentario (il commercialista di fiducia); (6) revisione del piano tra tre anni.

Risultato: Luca mantiene il controllo dell’impresa e degli immobili. Anna e Sara ricevono liquidità adeguata senza attendere divisioni. I minori di Sara sono tutelati. Nessun conflitto, nessun tribunale.

Novità Legislative 2025-2026

Il quadro normativo della pianificazione successoria è in evoluzione. Le novità più rilevanti per il 2025-2026:

D.Lgs. n. 139/2024 — Riforma dell’imposta di successione e donazione. In vigore dal 1° gennaio 2025, introduce modifiche strutturali: autoliquidazione dell’imposta da parte del contribuente nella dichiarazione di successione (senza attendere l’avviso dell’Agenzia delle Entrate); termine di 12 mesi dall’apertura della successione per la presentazione della dichiarazione; conferma dell’esenzione per il trasferimento di quote di controllo con mantenimento quinquennale. ⚠️ Le nuove regole sull’autoliquidazione richiedono maggiore attenzione: errori di calcolo non vengono più corretti dall’Agenzia prima del versamento.

Testo Unico Imposte Indirette (in iter). Il Governo sta elaborando un testo unico che unificherà imposta di registro, ipotecaria, catastale e di successione. Atteso per il biennio 2026-2027. La riforma potrebbe modificare aliquote e franchigie dell’imposta di successione.

Regolamento UE n. 650/2012 sulle successioni transfrontaliere. Per i cittadini italiani residenti all’estero o con beni in più Paesi UE, il Regolamento consente di scegliere la legge del proprio Paese di cittadinanza per regolare l’intera successione. La scelta va formalizzata nel testamento con apposita professio iuris.

In Sintesi

Il caso Del Vecchio dimostra che anche il patrimonio più grande — se non pianificato — genera conflitti, blocchi operativi e anni di trattative. Tre anni per chiudere una successione, per quanto eccezionale per dimensioni, non sono un’anomalia: sono la norma quando la pianificazione è assente o insufficiente.

  • La holding familiare consente di gestire il patrimonio in modo unitario e programmarne il trasferimento senza frammentazione tra gli eredi
  • Il beneficio di inventario protegge gli eredi da responsabilità illimitate per debiti del defunto ed è obbligatorio per i minorenni
  • La divisione ereditaria contrattuale davanti al notaio è sempre preferibile a quella giudiziale: più rapida, meno costosa, rispettosa dei rapporti familiari
  • Le clausole statutarie preventive nello statuto delle S.r.l. evitano l’ingresso indesiderato di estranei nella compagine societaria
  • Il patto di famiglia è lo strumento più efficace per trasferire l’impresa al successore prescelto, blindando il trasferimento contro futuri conflitti
  • Il piano successorio va redatto per tempo e aggiornato periodicamente al variare del patrimonio, della famiglia e della normativa

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Fonti e Approfondimenti

 


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