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I dati chiave del report EY 2025

Nel 2024 gli investimenti diretti esteri in Italia sono cresciuti del 5% rispetto al 2023, con 224 progetti annunciati contro i 214 dell’anno precedente. EY Si tratta di un dato in netta controtendenza rispetto al contesto europeo: in Europa si è registrato un calo del 5% nel 2024, dopo un analogo dato negativo nel 2023, a evidenziare le crescenti difficoltà del continente nel rimanere attrattivo per la localizzazione di IDE. EY

La quota di mercato italiana è salita al 4,2%, posizionando il Paese al settimo posto della graduatoria europea, con un avanzamento di due posizioni rispetto all’anno precedente. EY Per dare la misura della distanza ancora da colmare, Francia, Regno Unito e Germania, pur registrando cali rispettivamente del -14%, -13% e -17%, continuano ad attrarre quasi la metà (46%) del totale europeo degli IDE. EY

Sul fronte delle prospettive, il 51% delle aziende intervistate prevede di investire in Italia nei prossimi 12 mesi, con particolare dinamismo nei settori dei servizi finanziari (83%) e dell’industria chimico-farmaceutica (75%). Landor & Fitch Milano


Le ragioni dell’accresciuta attrattività

1. Nearshoring, friendshoring e posizione geostrategica

Il prevalere di logiche di nearshoring e friendshoring nella riorganizzazione delle catene di fornitura globali ha favorito l’Italia grazie alla sua posizione baricentrica nel Mediterraneo e alla sua natura di ponte tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. EY Come osserva Marco Daviddi (Managing Partner di EY-Parthenon Italia), negli ultimi anni molto lavoro è stato svolto sullo sviluppo di nuove relazioni diplomatiche ed economiche con Paesi che possono diventare mercati di sbocco ma anche rilevanti partner commerciali, tra cui Giappone, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Sud America e Centro Asia. EY

Iniziano a vedersi gli effetti delle attività di promozione dell’Italia come destinazione per gli investimenti, con progetti provenienti da Singapore, Emirati Arabi Uniti e Giappone. ItaliaOggi

2. Stabilità percepita e affidabilità del sistema-Paese

In un contesto geopolitico altamente instabile, e in un quadro europeo caratterizzato da forti tensioni economiche e politiche, l’Italia è percepita sempre più come un Paese affidabile, dove le imprese straniere possono trovare capitale umano altamente qualificato e competenze avanzate, soprattutto in ambito digitale e tecnologico. Il Sole 24 ORE

Un dato particolarmente significativo: l’Italia ha la più alta percentuale di investitori che, negli ultimi 12 mesi, non hanno posticipato, cancellato o ridotto i piani di investimento ItaliaOggi , seguita da Lussemburgo e Paesi Bassi.

3. Semplificazione amministrativa e misure governative

Sul fronte della semplificazione amministrativa sono stati compiuti rilevanti progressi Landor & Fitch Milano , sia sotto il governo Draghi sia sotto l’attuale esecutivo. Daviddi sottolinea che i numeri positivi testimoniano il consolidamento dell’attrattività del Paese, anche grazie a una serie di misure adottate dal governo attuale e precedentemente dal governo Draghi. Il Sole 24 ORE

4. Il regime fiscale per i neo-residenti (HNWI) e l’allineamento europeo

Questo è il punto centrale della tua domanda. L’Italia ha progressivamente costruito un arsenale di strumenti fiscali con cui si è allineata — e in parte ha superato — gli altri Paesi europei nella competizione per attrarre individui ad alto patrimonio netto e investitori internazionali.

Il regime forfetario per neo-residenti (art. 24-bis TUIR). Introdotto nel 2017, il regime opera come imposta sostitutiva che sostituisce l’IRPEF ordinaria, le imposte patrimoniali e le imposte di successione/donazione sui redditi e beni di fonte estera. The Italian Lawyer L’evoluzione è stata rapida: l’imposta forfetaria annuale è passata da € 100.000 (2017-2023) a € 200.000 (dal 2024, con il D.L. 113/2024), fino a € 300.000 a partire dal 2026, come approvato con la Legge di Bilancio 2026 il 30 dicembre 2025. IMI Daily Per i familiari, il contributo aggiuntivo è salito da € 25.000 a € 50.000 per persona. IMI Daily

Il regime è applicabile per 15 anni consecutivi — una durata che supera significativamente i programmi comparabili di altre giurisdizioni europee, garantendo una notevole certezza nella pianificazione. The Italian Lawyer I vantaggi comprendono:

  • l’esenzione dall’IVIE (imposta sugli immobili all’estero) e dall’IVAFE (imposta sulle attività finanziarie estere);
  • l’esenzione dagli obblighi di monitoraggio fiscale (quadro RW);
  • l’esenzione dalle imposte di successione e donazione sui beni esteri;
  • la possibilità di escludere specifici Paesi dal regime (“cherry-picking”) per ottimizzare l’utilizzo dei crediti d’imposta esteri.

L’effetto “UK non-dom abolition”. L’abolizione da parte del Regno Unito del regime “non-dom” nell’aprile 2025 ha innescato un vero esodo di HNWI verso giurisdizioni alternative Impatria , e l’Italia si è trovata posizionata per intercettare parte di questi flussi.

Il regime impatriati. Accanto alla flat tax per HNWI, l’Italia offre il regime per lavoratori impatriati (art. 16, D.Lgs. 147/2015, poi riformato), che prevede un’esenzione del 50% del reddito da lavoro dipendente o autonomo per i professionisti qualificati che trasferiscono la residenza in Italia. La riforma del 2024 ha tuttavia ridotto il beneficio al 50% e la durata a soli 5 anni, eliminando le maggiorazioni per il Sud che arrivavano al 90%. Maltaway

Il regime al 7% per pensionati esteri. Per i pensionati che trasferiscono la residenza in comuni del Sud con popolazione inferiore a 20.000 abitanti, si applica un’imposta sostitutiva del 7% per 10 anni su tutti i redditi di fonte estera: uno strumento mirato a contrastare lo spopolamento delle aree interne e a competere con regimi analoghi di Portogallo e Grecia.

5. Il confronto con i competitor europei

Con l’aumento a € 300.000, l’Italia ha scelto di competere al segmento più alto del mercato, posizionandosi accanto alle tradizionali destinazioni europee per UHNWI come Svizzera e Monaco, all’interno del più ampio ecosistema europeo della ricchezza. IMI Daily

L’obiettivo dichiarato è sia attrarre investitori e contribuenti ad alto reddito, sia allineare il regime italiano alle recenti tendenze europee in materia di tassazione basata sulla residenza. Arletti Partners

Il contesto competitivo europeo in cui l’Italia si è inserita comprende: il Portogallo (che ha riformato il regime NHR, oggi “Incentivo Fiscal à Investigação Científica” con aliquota del 20% limitata a determinate professioni); la Grecia (flat tax di € 100.000 per HNWI dal 2020); la Svizzera (imposizione forfetaria cantonale); Malta (regime non-dom); e il Regno Unito che, abolendo il proprio regime storico, ha di fatto spinto capitali verso i competitor.

6. La distribuzione geografica degli IDE

La Lombardia attira oltre la metà degli investimenti diretti esteri con il 52% del totale dei progetti, seguita dal Piemonte con 25 progetti (11%) e dalla Puglia con 14 progetti (6%). EY La Germania ha quasi raddoppiato il numero di progetti in Italia, passando dall’8% del 2023 al 14% del 2024 ItaliaOggi , seguita da Francia (13%), Regno Unito (11%) e Svizzera (9%).


Considerazioni di sintesi

Il quadro che emerge è quello di un’Italia che, dopo decenni di ritardo competitivo nell’attrazione di capitali esteri, ha saputo costruire un sistema di incentivi fiscali che la rende comparabile alle principali giurisdizioni europee concorrenti. La combinazione di flat tax per neo-residenti, regime impatriati, regime pensionati, posizione geostrategica nel Mediterraneo e progressi nella semplificazione amministrativa ha prodotto un risultato tangibile: crescita degli IDE in controtendenza rispetto al calo europeo, e un avanzamento nella classifica continentale.

Restano tuttavia criticità da monitorare: l’instabilità normativa, con i continui cambiamenti dei regimi agevolativi che riducono la prevedibilità del sistema agli occhi degli investitori internazionali Maltaway ; la persistente polarizzazione geografica verso il Nord-Ovest; e la quota di mercato ancora contenuta (4,2%) rispetto al peso dell’Italia come quarta economia europea.

 


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