Il Piano Casa Italia 2025 per giovani coppie rappresenta una delle principali novità introdotte dal Governo Meloni per affrontare l’emergenza abitativa nel nostro Paese. Annunciato ufficialmente dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il Meeting di Rimini del 27 agosto 2025, questo ambizioso progetto mira a fornire soluzioni concrete alle giovani coppie che desiderano acquistare la prima casa a prezzi accessibili.
Il piano si inserisce nel quadro più ampio delle politiche governative per sostenere la natalità e la formazione di nuove famiglie, rappresentando una risposta strutturale alle difficoltà che molti giovani italiani incontrano nell’accesso al mercato immobiliare. In questa guida completa, analizzeremo tutti gli aspetti normativi, le agevolazioni previste e il ruolo fondamentale del notaio nell’accompagnare le giovani coppie verso l’acquisto della prima casa.
Indice dei contenuti
- Cos’è il Piano Casa Italia 2025: Normativa e Obiettivi
- Destinatari e Requisiti di Accesso alle Agevolazioni
- Risorse Finanziarie e Stanziamenti del Piano Casa Italia
- Tipologie di Agevolazioni e Interventi Previsti
- Social Housing e Edilizia Residenziale Pubblica: Definizioni e Differenze
- Ruolo del Notaio e Assistenza Professionale
- Agevolazioni Fiscali e Benefici Economici
- Integrazione con Altri Incentivi Statali
- Tempistiche e Modalità di Attuazione
- Impatto sul Mercato Immobiliare e Prospettive
- Ruolo degli Enti Locali e delle Regioni
- Criticità e Sfide nell’Implementazione
- Domande Frequenti (FAQ)
- Contatta il Nostro Studio per una Consulenza Specializzata
Cos’è il Piano Casa Italia 2025: Normativa e Obiettivi
Il Piano Casa Italia 2025 giovani coppie trova la sua base normativa nella Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 213 del 30 dicembre 2024), che ha modificato e integrato le disposizioni già previste dalla Legge di Bilancio 2024. Il piano rappresenta un programma nazionale per l’edilizia residenziale e sociale pubblica, denominato ufficialmente “Piano Casa Italia”.
L’obiettivo principale del piano è contrastare il disagio abitativo attraverso una strategia integrata che comprende la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente, la promozione dell’edilizia sociale e il contenimento del consumo di suolo. Come dichiarato dalla Premier Meloni, “senza una casa è più difficile costruire una famiglia”, evidenziando il collegamento diretto tra politiche abitative e sostegno alla natalità.
Il piano deve essere approvato mediante Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro per gli Affari Regionali, previa intesa in sede di Conferenza Unificata. La normativa prevedeva l’emanazione del decreto entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, termine che è già scaduto il 29 giugno 2025. Al momento della redazione di questo articolo, il DPCM attuativo non è ancora stato emanato, determinando un ritardo nell’operatività del piano.
Destinatari e Requisiti di Accesso alle Agevolazioni
Il Piano Casa Italia 2025 si rivolge prioritariamente alle giovani coppie del ceto medio, con particolare attenzione alle fasce di reddito comprese tra 30.000 e 60.000 euro annui. Questa scelta strategica mira a sostenere quella fascia di popolazione che, pur non rientrando nelle categorie più svantaggiate, incontra significative difficoltà nell’accesso al credito e nell’acquisto della prima casa nelle principali città italiane.
I beneficiari del piano includono diverse categorie di soggetti. Le giovani coppie, sposate o conviventi da almeno due anni, rappresentano il target principale, purché almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni di età. I nuclei familiari monogenitoriali con figli minori costituiscono un’altra categoria prioritaria, insieme ai giovani under 36 anche non coniugati e alle famiglie con tre o più figli che rispettano specifici requisiti ISEE.
La normativa attuale già prevede agevolazioni attraverso il Fondo di Garanzia per la prima casa, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel primo semestre 2025, questo strumento ha garantito oltre 38.000 mutui per un valore complessivo di 4,8 miliardi di euro, registrando una crescita del 34% rispetto al periodo precedente.
Risorse Finanziarie e Stanziamenti del Piano Casa Italia
Il finanziamento del Piano Casa Italia 2025 giovani coppie si basa su un approccio multilevel che combina risorse pubbliche nazionali, fondi europei e investimenti privati. Lo stanziamento complessivo previsto ammonta a 660 milioni di euro distribuiti su un arco temporale che va dal 2027 al 2030.
La ripartizione delle risorse segue un cronoprogramma preciso: 100 milioni di euro derivanti dalla Legge di Bilancio 2024 (50 milioni per il 2027 e 50 milioni per il 2028) destinati ai progetti pilota, mentre dalla Legge di Bilancio 2025 provengono ulteriori 560 milioni di euro suddivisi in 150 milioni per il 2028, 180 milioni per il 2029 e 230 milioni per il 2030.
Tuttavia, secondo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), per affrontare efficacemente l’emergenza abitativa italiana servirebbero almeno 15 miliardi di euro nell’arco dei prossimi dieci anni. Il Ministro Salvini ha annunciato la ricerca di risorse aggiuntive attraverso fondi europei come InvestEU, prestiti della Banca Europea degli Investimenti, e la riprogrammazione di fondi del PNRR non ancora utilizzati.
Il modello di finanziamento prevede anche il coinvolgimento attivo del settore privato attraverso fondi immobiliari, fondazioni e casse di previdenza, nell’ottica di creare un sistema integrato pubblico-privato per il social housing e l’edilizia residenziale sociale.

Tipologie di Agevolazioni e Interventi Previsti
Il Piano Casa Italia 2025 articola le sue agevolazioni su più livelli, combinando interventi diretti e indiretti per facilitare l’accesso alla prima casa da parte delle giovani coppie. Gli interventi si concentrano principalmente su quattro aree strategiche di azione.
L’edilizia residenziale pubblica a prezzi calmierati rappresenta il cuore del piano, con la realizzazione di alloggi destinati alla vendita o all’affitto a canoni inferiori a quelli di mercato. Questi interventi privilegiano la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio immobiliare esistente, inclusi edifici pubblici dismessi come ex caserme, ex ospedali e altre strutture pubbliche non più operative.
Social Housing e Edilizia Residenziale Pubblica: Definizioni e Differenze
Il Piano Casa Italia 2025 si basa su una distinzione fondamentale tra social housing ed edilizia residenziale pubblica, due modelli abitativi che, pur condividendo finalità sociali, presentano caratteristiche strutturali e gestionali differenti.
L’edilizia residenziale pubblica tradizionale rappresenta il modello classico di intervento pubblico nel settore abitativo, caratterizzato dalla proprietà pubblica degli immobili e dalla gestione diretta da parte di enti pubblici come le Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (ATER) o le Aziende Casa regionali. Questo sistema prevede l’assegnazione di alloggi in locazione a canone sociale, determinato in base al reddito del nucleo familiare e significativamente inferiore ai valori di mercato. Gli inquilini non acquisiscono la proprietà dell’immobile e rimangono soggetti ai vincoli di permanenza e ai criteri di assegnazione stabiliti dalla normativa regionale.
Il social housing costituisce invece un modello più flessibile e innovativo che integra soggetti pubblici e privati nella realizzazione e gestione di soluzioni abitative. Questo sistema prevede diverse formule contrattuali, dalla locazione temporanea a canone moderato fino alla vendita a prezzo calmierato, passando per formule intermedie come il rent to buy o la proprietà condivisa. Il social housing si rivolge prioritariamente al cosiddetto ceto medio impoverito, ovvero quei nuclei familiari che, pur non rientrando nei criteri per l’edilizia residenziale pubblica, incontrano difficoltà nell’accesso al mercato immobiliare privato a causa dell’elevato costo degli alloggi nelle aree urbane.
Una caratteristica distintiva del social housing è la temporaneità dell’intervento pubblico, concepito come supporto transitorio per consentire alle famiglie di raggiungere progressivamente l’autonomia abitativa. Gli alloggi di social housing possono essere realizzati attraverso partenariati pubblico-privati, con il coinvolgimento di cooperative, fondazioni, fondi immobiliari etici e altri operatori specializzati del terzo settore.
Il Piano Casa Italia 2025 prevede l’integrazione di entrambi i modelli, ampliando l’offerta di edilizia residenziale pubblica tradizionale attraverso il recupero del patrimonio esistente e promuovendo contemporaneamente lo sviluppo di programmi di social housing per rispondere alle esigenze delle giovani coppie del ceto medio. Questa strategia mista consente di diversificare l’offerta abitativa e di intercettare fasce di bisogno che il solo intervento pubblico tradizionale non riuscirebbe a soddisfare efficacemente.
La governance integrata prevede il coordinamento tra le Regioni, responsabili della programmazione territoriale, gli enti locali, competenti per la pianificazione urbanistica, e i soggetti gestori pubblici e privati, con l’obiettivo di creare un sistema abitativo più efficiente e responsive ai bisogni della popolazione.
Le garanzie pubbliche sui mutui rappresentano uno strumento già operativo che il piano intende potenziare. Il Fondo di Garanzia per la prima casa copre fino all’80% dell’importo del mutuo, con la possibilità di finanziare fino al 100% del valore dell’immobile per le categorie più giovani.
La valorizzazione dell’invenduto privato prevede accordi con costruttori e proprietari per destinare a social housing unità immobiliari rimaste invendute, attraverso contratti di affitto a canone concordato o vendite a prezzi agevolati.
Ruolo del Notaio e Assistenza Professionale
Il notaio svolge un ruolo fondamentale di consulenza e assistenza nelle operazioni immobiliari connesse al Piano Casa Italia 2025, fornendo supporto professionale alle giovani coppie per navigare la complessità normativa dell’acquisto della prima casa con agevolazioni pubbliche.
L’attività principale del notaio consiste nell’informare compiutamente le parti sui diritti e gli obblighi derivanti dall’adesione al piano casa, illustrando le caratteristiche specifiche delle agevolazioni richieste e le conseguenze giuridiche dell’operazione. Il professionista ha il dovere di fornire una consulenza completa sui diversi aspetti normativi e fiscali dell’acquisto.
Durante la fase di istruttoria, il notaio verifica la regolarità della documentazione presentata dalle parti, inclusi i certificati anagrafici, i documenti di stato di famiglia e, quando prodotto, il certificato ISEE. Tuttavia, è importante precisare che il notaio non ha l’obbligo né la possibilità tecnica di verificare la veridicità di informazioni reddituali o altri requisiti soggettivi che esulano dalla sua competenza professionale.
La responsabilità delle dichiarazioni relative ai requisiti per l’accesso alle agevolazioni del Piano Casa Italia ricade esclusivamente sull’acquirente. Eventuali false dichiarazioni sui requisiti reddituali, sull’età, sullo stato di famiglia o altri elementi soggettivi comportano conseguenze a carico del dichiarante, senza coinvolgere la responsabilità del notaio che si è limitato a ricevere le dichiarazioni rese dalle parti.
Il notaio si occupa della redazione dell’atto di compravendita secondo la normativa vigente, curando gli adempimenti fiscali ordinari previsti per l’acquisto della prima casa e fornendo assistenza nella gestione delle pratiche collegate al mutuo ipotecario eventualmente garantito dal Fondo di Garanzia statale.

Agevolazioni Fiscali e Benefici Economici
Il Piano Casa Italia 2025 non introduce nuove agevolazioni fiscali specifiche per l’acquisto immobiliare, ma consente l’accesso alle agevolazioni ordinarie già previste per l’acquisto della prima casa da parte dei soggetti che ne hanno diritto. È importante chiarire che il piano si concentra principalmente sulla creazione di un’offerta abitativa a prezzi calmierati piuttosto che su ulteriori sgravi fiscali.
Le agevolazioni fiscali ordinarie per l’acquisto della prima casa continuano ad applicarsi secondo la normativa vigente. L’imposta di registro si applica nella misura del 2% del valore catastale dell’immobile per gli acquisti da privato, mentre le imposte ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa di 50 euro ciascuna.
Per gli acquisti da costruttore con applicazione dell’IVA, l’aliquota prevista è del 4% sul prezzo di vendita, con imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.
Va precisato che le precedenti agevolazioni specifiche per gli under 36, che prevedevano l’esenzione totale dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, non sono state riproposte nella normativa attuale del Piano Casa Italia.
I principali benefici economici del piano derivano dall’accesso a mutui agevolati con garanzie statali attraverso il Fondo di Garanzia per la prima casa e dalla possibilità di acquistare alloggi a prezzi calmierati realizzati nell’ambito dei programmi di social housing e rigenerazione urbana.
Integrazione con Altri Incentivi Statali
Il Piano Casa Italia 2025 giovani coppie è concepito per integrarsi armonicamente con altri strumenti di sostegno all’accesso al credito e all’acquisto della prima casa già esistenti nel panorama normativo italiano.
Il Fondo di Garanzia per la prima casa, gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresenta il principale strumento di raccordo. Questo fondo fornisce garanzie pubbliche sui mutui ipotecari per l’acquisto della prima abitazione, coprendo fino all’80% dell’importo finanziato per le giovani coppie e fino al 100% per specifiche categorie di beneficiari.
L’Assegno Unico per i figli, previsto dal Decreto Legislativo n. 230/2021, può essere considerato nel calcolo del reddito disponibile per l’accesso al credito, migliorando la sostenibilità economica dei mutui per le famiglie con figli.
Il Bonus Prima Casa per gli under 36, introdotto dal Decreto Legge n. 73/2021, prevede l’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale, oltre al credito d’imposta per l’IVA pagata, per i giovani con ISEE non superiore a 40.000 euro.
Le detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia e l’efficientamento energetico, disciplinate dall’articolo 16-bis del DPR n. 917/1986, possono essere cumulate con i benefici del piano casa per massimizzare il risparmio economico delle giovani coppie.
Tempistiche e Modalità di Attuazione
L’implementazione del Piano Casa Italia 2025 presenta attualmente delle criticità temporali che influenzano il cronoprogramma originariamente previsto. La tempistica iniziale stabilita dalla normativa prevedeva il coordinamento tra diversi livelli istituzionali secondo scadenze precise che non sono state rispettate.
Il DPCM attuativo doveva essere elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti entro il 29 giugno 2025, termine già scaduto senza che il decreto sia stato emanato. Questo ritardo comporta inevitabili ripercussioni sull’intero cronoprogramma del piano e sulla disponibilità delle agevolazioni per le giovani coppie.
La fase sperimentale, originariamente prevista per il 2027 con l’utilizzo dei primi 100 milioni di euro stanziati, dipende dall’emanazione del decreto attuativo che definisca i criteri operativi per l’accesso alle agevolazioni, le procedure di selezione dei progetti e le modalità di monitoraggio degli interventi.
L’implementazione su scala nazionale, programmata per il 2028 con la disponibilità delle risorse più consistenti, subisce conseguentemente dei ritardi. Il piano dovrebbe comunque mantenere un approccio graduale che privilegi inizialmente le aree urbane con maggiore domanda abitativa per poi estendersi progressivamente al territorio nazionale.
Il monitoraggio degli interventi sarà affidato a una struttura tecnica dedicata presso il Ministero delle Infrastrutture, che dovrà garantire la trasparenza nell’utilizzo delle risorse una volta che il piano diventerà operativo.
Impatto sul Mercato Immobiliare e Prospettive
L’introduzione del Piano Casa Italia 2025 giovani coppie è destinata a produrre effetti significativi sul mercato immobiliare italiano, sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta abitativa.
Dal lato della domanda, il piano dovrebbe stimolare l’accesso al mercato da parte di fasce di popolazione che attualmente incontrano difficoltà nell’acquisto della prima casa. L’effetto moltiplicatore delle garanzie pubbliche sui mutui potrebbe generare una domanda aggiuntiva stimata in diverse migliaia di transazioni annue, concentrate prevalentemente nei segmenti di prezzo medio-bassi.
L’offerta immobiliare dovrebbe beneficiare degli investimenti pubblici nel social housing e nella rigenerazione urbana. Gli operatori del settore mostrano interesse per le opportunità di partenariato pubblico-privato previste dal piano, che potrebbero garantire maggiore stabilità alla domanda e nuovi modelli di business nell’edilizia residenziale.
Il settore della riqualificazione urbana potrebbe registrare un’accelerazione significativa, considerando che il piano privilegia il recupero del patrimonio esistente rispetto alle nuove costruzioni. Questo approccio è coerente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di contenimento del consumo di suolo.
Gli analisti del mercato immobiliare prevedono un effetto stabilizzante sui prezzi nelle aree metropolitane, dove la maggiore offerta di housing sociale potrebbe contribuire a contenere la crescita dei valori immobiliari, rendendo più accessibile l’acquisto anche per chi non beneficia direttamente delle agevolazioni del piano.
Ruolo degli Enti Locali e delle Regioni
L’attuazione del Piano Casa Italia 2025 richiede una stretta collaborazione tra lo Stato centrale e gli enti territoriali, secondo un modello di governance multilivello che valorizza le competenze specifiche di ciascun soggetto istituzionale.
Le Regioni svolgono un ruolo centrale nella programmazione territoriale degli interventi, dovendo individuare le aree prioritarie per l’intervento e definire i criteri di allocazione delle risorse in base ai fabbisogni locali. La normativa prevede che le Regioni partecipino alla Conferenza Unificata per l’approvazione del DPCM attuativo, garantendo l’allineamento tra le politiche nazionali e le specificità territoriali.
I Comuni assumono funzioni operative fondamentali, dalla pianificazione urbanistica alla gestione delle procedure autorizzative. Il piano prevede meccanismi di semplificazione amministrativa per accelerare l’iter di approvazione dei progetti, inclusa la possibilità di utilizzare strumenti urbanistici semplificati per gli interventi di rigenerazione urbana.
Le Agenzie regionali per la casa e le Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica rappresentano i soggetti attuatori degli interventi, con competenze nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico e nell’erogazione dei servizi abitativi. Il piano prevede un processo di riorganizzazione e rafforzamento di questi enti per migliorare l’efficacia degli interventi.
La collaborazione interistituzionale è facilitata dalla costituzione di cabine di regia regionali che includono rappresentanti dello Stato, delle Regioni e degli enti locali, con il compito di coordinare l’attuazione del piano e di risolvere eventuali criticità operative.

Criticità e Sfide nell’Implementazione
Nonostante le potenzialità del Piano Casa Italia 2025 giovani coppie, l’implementazione presenta diverse criticità che richiedono particolare attenzione da parte delle istituzioni e degli operatori del settore.
La principale criticità riguarda l’adeguatezza delle risorse finanziarie rispetto alla dimensione del fabbisogno abitativo. I 660 milioni di euro stanziati, seppur significativi, appaiono limitati considerando che l’ANCE stima in 15 miliardi il fabbisogno decennale per affrontare efficacemente l’emergenza abitativa italiana.
Un elemento caratterizzante dell’approccio governativo è la volontà dichiarata di evitare che il Piano Casa Italia si trasformi in una distribuzione indiscriminata di incentivi pubblici, come avvenuto con il Superbonus 110% introdotto durante il governo Conte. Quella misura, pur avendo generato effetti positivi sul settore edilizio nel breve periodo, ha comportato un impatto economico di oltre 200 miliardi di euro sul bilancio dello Stato, creando oneri finanziari che graveranno per decenni sulle finanze pubbliche e compromettendo significativamente la capacità di spesa in altri settori strategici che necessitano di sostegno pubblico.
L’esperienza del Superbonus ha dimostrato i rischi connessi a misure prive di adeguati controlli preventivi e meccanismi di contenimento della spesa, che possono generare effetti distorsivi sul mercato e creare insostenibili pressioni sui conti pubblici. Per questo motivo, il governo ha strutturato il Piano Casa Italia con criteri di accesso selettivi, target reddituali definiti e stanziamenti contenuti distribuiti su un arco temporale esteso, privilegiando la sostenibilità finanziaria rispetto all’impatto immediato.
La complessità procedurale rappresenta un’altra sfida importante, considerando la necessità di coordinare molteplici livelli istituzionali e numerosi soggetti attuatori. Il rischio di rallentamenti burocratici potrebbe compromettere l’efficacia del piano e generare ritardi nell’erogazione dei benefici alle giovani coppie.
La capacità del mercato immobiliare di rispondere alla domanda stimolata dal piano costituisce un elemento critico, soprattutto nelle aree metropolitane dove l’offerta di alloggi a prezzi accessibili è già scarsa. La mancanza di un’offerta adeguata potrebbe limitare l’efficacia delle agevolazioni e generare tensioni sui prezzi.
Il coordinamento con gli altri strumenti di politica abitativa esistenti richiede un’attenta calibrazione per evitare sovrapposizioni o conflitti normativi che potrebbero generare incertezze operative per gli utenti finali.
Domande Frequenti (FAQ)
Chi può accedere al Piano Casa Italia 2025?
Possono accedere al Piano Casa Italia 2025 le giovani coppie sposate o conviventi da almeno 2 anni con almeno un componente under 35, i nuclei monogenitoriali con figli minori, i giovani under 36 e le famiglie con 3 o più figli con specifici requisiti ISEE. Il target principale sono le famiglie del ceto medio con redditi tra 30.000 e 60.000 euro annui.
Quando sarà operativo il Piano Casa Italia?
Il Piano Casa Italia presenta attualmente dei ritardi nell’attuazione. Il DPCM attuativo doveva essere emanato entro il 29 giugno 2025, termine già scaduto senza che il decreto sia stato pubblicato. Una volta emanato il decreto, la fase sperimentale dovrebbe iniziare nel 2027, mentre l’implementazione su scala nazionale è prevista dal 2028, ma i tempi dipendono dalla risoluzione dell’attuale ritardo normativo.
Quali sono le agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa?
Le agevolazioni includono accesso a mutui garantiti dallo Stato fino all’80% del valore, alloggi a prezzi calmierati, agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa (imposta di registro al 2% o IVA al 4%), possibilità di cumulo con altri incentivi statali esistenti.
Il Piano Casa si applica in tutta Italia?
Sì, il Piano Casa Italia ha valenza nazionale, ma la sua implementazione avverrà gradualmente partendo dalle aree metropolitane con maggiore tensione abitativa. Le Regioni e i Comuni avranno un ruolo importante nella definizione delle priorità territoriali.
È possibile cumulare il Piano Casa con altri bonus?
Sì, il Piano Casa Italia è progettato per integrarsi con altri strumenti esistenti come il Fondo di Garanzia per la prima casa, l’Assegno Unico per i figli, il Bonus Prima Casa under 36 e le detrazioni fiscali per ristrutturazione ed efficientamento energetico.
Qual è il ruolo del notaio nell’acquisto con Piano Casa?
Il notaio fornisce consulenza specialistica e assistenza professionale nell’acquisto della prima casa, informando le parti sui diritti e obblighi derivanti dalle agevolazioni richieste. Il notaio verifica la documentazione presentata (come certificati anagrafici e ISEE quando prodotto) ma non ha l’obbligo di verificare informazioni che esulano dalla sua competenza. La responsabilità delle dichiarazioni sui requisiti soggettivi ricade esclusivamente sull’acquirente.
Quanto costa acquistare casa con il Piano Casa Italia?
I costi dipendono dalle specifiche agevolazioni ottenute. In generale, il piano prevede prezzi calmierati per gli alloggi, agevolazioni fiscali (imposta di registro al 2% invece del 9%, o IVA al 4% invece del 10%), possibilità di finanziamento fino al 100% del valore con garanzie statali, riducendo significativamente l’investimento iniziale richiesto.
Contatta il Nostro Studio per una Consulenza Specializzata
L’acquisto della prima casa nell’ambito del Piano Casa Italia 2025 richiede competenze specialistiche in diritto immobiliare e tributario. Il nostro studio notarile offre un servizio di consulenza completo per guidare le giovani coppie attraverso tutte le fasi dell’acquisto, dalla verifica dei requisiti alla stipula dell’atto finale.
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