Successione UE e immobili in Italia · Francia — Parte 3/8

Successione Ue Immobili In Italia: Francia — Reserve Hereditaire
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Serie · Reg. UE 650/2012 · Parte 3 di 8

Successione UE e immobili in Italia

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Il Regolamento UE n. 650/2012 ha unificato le norme di diritto internazionale privato successorio degli Stati membri, adottando la residenza abituale del de cuius come unico criterio di collegamento ordinario (art. 21 §1). La successione di un soggetto residente in Francia chiama in causa l’ordinamento francese nella sua interezza: la réserve héréditaire (artt. 912–913 Code civil) fissa le quote indisponibili a favore dei discendenti; il regime legale della communauté réduite aux acquêts (artt. 1400–1441 Code civil) condiziona la composizione dell’asse; la Renonciation anticipée à l’action en réduction (RAAR, art. 929 Code civil) consente una pianificazione anticipata sconosciuta al diritto italiano; il certificato successorio europeo (artt. 62–73 Reg.) semplifica la gestione degli immobili italiani. Il presente contributo analizza diciotto casi pratici risolti esclusivamente con articoli del Code civil e del Regolamento, illustrando per ciascuno la norma applicabile e la risposta certa. L’analisi si chiude con una tavola sinottica degli istituti a confronto.


Indice dei contenuti


Il criterio della residenza abituale: art. 21 Reg. 650/2012

Il Regolamento non fornisce una definizione formale di residenza abituale, affidando la determinazione al giudice — e, in chiave notarile, al rogante — attraverso una valutazione globale delle circostanze di vita del de cuius negli anni precedenti il decesso (considerando 23–24 Reg.). I fattori indicativi includono la durata e la continuità del soggiorno, le condizioni abitative, il luogo di esercizio dell’attività lavorativa, la scuola dei figli, i conti bancari e la residenza fiscale. Quando tale valutazione colloca la residenza in Francia, l’intera successione — compresi gli immobili situati in altri Stati membri — è disciplinata dalla legge francese (art. 21 §1 Reg.), salvo la professio iuris ex art. 22 Reg.

La nozione è autonoma rispetto al domicilio civilistico e alla residenza fiscale: il Regolamento non rinvia agli ordinamenti nazionali per la sua definizione ma impone un criterio uniforme di portata europea. Nessuno dei fattori indicativi è di per sé decisivo: occorre una valutazione comparativa e complessiva. Il notaio italiano che applichi la legge francese deve documentare l’accertamento della residenza abituale, acquisendo elementi istruttori concreti (contratti di locazione o acquisto, estratti conto, iscrizioni anagrafiche estere, dichiarazioni fiscali). In caso di dubbio ragionevole sulla residenza abituale, la professio iuris costituisce lo strumento più affidabile di pianificazione preventiva.

Caso 1 — Cittadino francese residente a Parigi con appartamento a Milano

Situazione. M. Durand, cittadino francese domiciliato a Parigi, decede senza testamento. Nell’asse successorio figura un appartamento a Milano di sua esclusiva proprietà.

Norma applicabile. Art. 21 §1 Reg. 650/2012: la residenza abituale a Parigi determina l’applicazione integrale della legge francese, incluso l’appartamento milanese. La successione ab intestato è disciplinata dagli artt. 734 ss. Code civil.

Risposta. La dévolution légale francese si applica integralmente: il coniuge superstite ha diritto all’intera eredità in usufrutto ovvero a un quarto in piena proprietà (art. 757 Code civil); i figli ereditano in quote uguali (art. 734 Code civil). In assenza di coniuge e discendenti la successione risale agli ascendenti e collaterali (artt. 738–750 Code civil). Il notaio italiano che procede alla trascrizione ex art. 2648 c.c. deve verificare le quote applicando gli artt. 734–758 Code civil, non le norme italiane sulla legittima.

Caso 2 — Cittadino italiano residente a Lione con villa in Piemonte

Situazione. M. Ferretti, cittadino italiano stabilmente residente a Lione da quindici anni, decede con testamento olografo redatto in Francia. Nell’asse figura una villa in provincia di Cuneo.

Norma applicabile. Art. 21 §1 Reg.: residenza a Lione → legge francese. Art. 27 Reg.: validità formale del testamento olografo ex art. 970 Code civil (manoscritto, datato, sottoscritto).

Risposta. Il testamento è formalmente valido se rispetta l’art. 970 Code civil. Le disposizioni trovano il limite della réserve héréditaire ex art. 913 Code civil, calcolata sull’intero patrimonio inclusa la villa piemontese. M. Ferretti avrebbe potuto vincolare la legge italiana mediante professio iuris nel testamento (art. 22 Reg.), escludendo l’applicazione della réserve.

La clausola di eccezione: art. 21 §2 e la residenza «mobile»

L’art. 21 §2 Reg. 650/2012 introduce una clausola di eccezione: quando risulti con chiarezza dall’insieme delle circostanze che il de cuius aveva, al momento della morte, un collegamento manifestamente più stretto con uno Stato diverso da quello di residenza abituale, si applica la legge di tale diverso Stato. La clausola ha carattere eccezionale e non costituisce un secondo criterio di collegamento alternativo; la sua applicazione è riservata ai casi in cui il risultato del criterio ordinario apparirebbe palesemente arbitrario rispetto alla situazione concreta del defunto.

Il considerando 25 Reg. esemplifica la fattispecie nel caso di un recente e temporaneo trasferimento di residenza, in cui il collegamento con lo Stato precedente sia ancora prevalente. Tuttavia, il trasferimento volontario e stabile — anche di breve durata — integra di regola la residenza abituale nel nuovo Stato, a meno che l’insieme degli elementi dimostri inequivocabilmente la transitorietà del soggiorno. La clausola non può essere invocata per pura convenienza: richiede una valutazione comparativa stringente e il notaio che la applichi deve motivare analiticamente perché il collegamento con lo Stato diverso sia manifestamente più stretto, non semplicemente più intenso su taluni aspetti. In caso di dubbio, la professio iuris ex art. 22 Reg. rimane lo strumento elettivo di pianificazione.

Caso 3 — Pendolare italo-francese: accertamento del collegamento prevalente

Situazione. La sig.ra Martin, cittadina francese, divideva la propria vita tra Parigi — dove manteneva l’abitazione principale e dove vivevano i figli — e Milano, dove svolgeva attività imprenditoriale. Il decesso è avvenuto a Milano.

Norma applicabile. Art. 21 §1 Reg.: la residenza abituale si determina in base al centro stabile degli interessi di vita (considerando 23 Reg.). Art. 21 §2 Reg.: la clausola di eccezione è invocabile solo in presenza di un collegamento manifestamente più stretto con uno Stato diverso. Il luogo del decesso è irrilevante (considerando 24 Reg.).

Risposta. La valutazione considera l’insieme degli elementi: residenza fiscale, scuola dei figli, abitazione principale, legami affettivi stabili. Se Parigi risulta il centro prevalente della vita della de cuius — figli in Francia, abitazione principale a Parigi, attività milanese di carattere secondario — si applica la legge francese ex art. 21 §1 Reg. La clausola di eccezione non consente di rovesciare il criterio principale sulla base della mera localizzazione dei beni immobili.

Caso 4 — Trasferimento tardivo in Francia e prevalenza del dato fattuale

Situazione. M. Bianchi, cittadino italiano, si trasferisce a Tolosa due anni prima del decesso per assistere un familiare. Mantiene la residenza anagrafica in Italia ma organizza la propria quotidianità interamente in Francia.

Norma applicabile. Art. 21 §1 Reg.: la residenza abituale si determina in fatto, indipendentemente dall’iscrizione anagrafica. Art. 22 Reg.: solo la professio iuris avrebbe consentito di mantenere l’applicabilità della legge italiana.

Risposta. Un soggiorno stabile di due anni in Francia, con organizzazione della quotidianità in loco, integra la residenza abituale in Francia ai fini del Reg. 650/2012. La residenza anagrafica italiana è un elemento formale non vincolante. La successione è disciplinata dalla legge francese, inclusa la réserve héréditaire ex art. 913 Code civil.

La réserve héréditaire: struttura, quote e incidenza sugli immobili italiani

La réserve héréditaire è il nucleo irriducibile del diritto successorio francese. L’art. 912 Code civil la definisce come la quota di beni di cui la legge assicura la devoluzione ai discendenti del defunto (réservataires), che il disponente non può pregiudicare con atti liberali tra vivi o mortis causa. L’art. 913 Code civil fissa le frazioni: con un figlio la réserve è pari alla metà dell’asse; con due figli ai due terzi; con tre o più figli ai tre quarti. La quotité disponible è la frazione complementare, liberamente attribuibile a chiunque.

Il calcolo della réserve segue il metodo della massa fittizia (masse de calcul) disciplinato dall’art. 922 Code civil: al patrimonio netto del defunto si sommano tutte le liberalità effettuate in vita, computate al loro valore alla data della divisione nello stato in cui si trovavano alla data della donazione. Da questa massa fittizia si ricavano le quote di réserve e quotité disponible. Se le liberalità eccedono la quotité disponible, l’eccedenza è soggetta alla réduction ex art. 921 Code civil, azionabile nel termine ordinario di cinque anni dall’apertura della successione.

Per gli immobili italiani la tutela dell’acquirente in buona fede riveste importanza cruciale. La L. n. 182/2025 ha rafforzato la protezione del terzo acquirente che abbia trascritto il proprio titolo nei termini di legge: il réservataire francese pretermesso non può agire in restituzione nei confronti di tale acquirente, ma conserva l’azione risarcitoria nei confronti dell’erede venditore. L’assenza di trascrizioni pregiudizievoli ex art. 2652 c.c. deve essere verificata prima del rogito.

N. di figliRéserve (art. 913 CC)Quotité disponible
1 figlio1/21/2
2 figli2/31/3
3 o più figli3/41/4
Quote di réserve e quotité disponible ex art. 913 Code civil

Infografica: Istituti Chiave Della Successione Franco-Italiana (Reg. Ue 650/2012, Code Civil)
Principali istituti del diritto successorio francese rilevanti per la gestione degli immobili italiani — parte 3/8 della serie

Caso 5 — Testamento che pretermette l’unico figlio: art. 913 Code civil

Situazione. M. Leclerc, vedovo e cittadino francese residente a Bordeaux, dispone per testamento di tutti i propri beni — incluso un appartamento a Firenze — a favore della convivente, diseredando il figlio unico.

Norma applicabile. Art. 913 Code civil: con un solo figlio la réserve è pari alla metà dell’asse ereditario netto; la quotité disponible è l’altra metà. Art. 921 Code civil: il figlio ha azione en réduction per recuperare la quota riservata lesa dalle liberalità.

Risposta. Il testamento è parzialmente invalido: la disposizione a favore della convivente è riducibile nella misura in cui eccede la quotité disponible (50 %). Il figlio ha diritto al 50 % dell’asse netto, inclusa la quota proporzionale dell’appartamento fiorentino. La réduction opera in valore (art. 924 Code civil): il figlio può richiedere l’equivalente monetario, senza necessariamente ottenere il bene in natura.

Caso 6 — Tre figli e distribuzione disuguale: artt. 913 e 921 Code civil

Situazione. M. Fontaine ha tre figli. Il testamento attribuisce il 70 % del patrimonio — incluso un immobile a Roma — al figlio prediletto e il 15 % a ciascuno degli altri due.

Norma applicabile. Art. 913 Code civil: con tre figli la réserve globale è tre quarti; la quotité disponible è un quarto. Ciascun figlio ha una quota individuale di réserve pari a un quarto (= 3/4 ÷ 3). Art. 921 Code civil: i figli che ricevono meno della propria quota di réserve hanno azione en réduction.

Risposta. I figli B e C ricevono ciascuno il 15 %, inferiore alla loro quota di réserve individuale (25 %): entrambi hanno azione en réduction. Dopo la riduzione, il figlio A conserva al massimo il 50 % (25 % di réserve personale + 25 % di quotité disponible); i figli B e C ricevono ciascuno il 25 %. L’immobile romano è soggetto alla réduction proporzionalmente.

La professio iuris: art. 22 Reg. 650/2012 e scelta della legge italiana

L’art. 22 §1 Reg. 650/2012 attribuisce al de cuius la facoltà di scegliere, come legge regolatrice dell’intera propria successione, la legge dello Stato di cui è cittadino al momento della scelta o del decesso. La scelta deve essere espressa in una disposizione mortis causa ovvero risultare inequivocabilmente dalle sue clausole (art. 22 §2 Reg.). La professio iuris consente di neutralizzare la réserve héréditaire francese, assoggettando l’intera successione alla legge italiana; essa deve riferirsi alla successione nel suo complesso e non può essere parziale o limitata a categorie di beni.

La professio iuris ha efficacia irrevocabile una volta che la disposizione mortis causa che la contiene sia definitiva: non è possibile modificare la sola legge scelta senza revocare o sostituire l’intera disposizione, salvo espressa previsione. Il notaio che assiste un cittadino italiano residente in Francia deve valutare le implicazioni sistemiche della scelta: optare per la legge italiana esclude non solo la réserve ma anche la RAAR, il rapport à succession e i meccanismi di liquidazione della communauté légale, sostituendoli con i corrispondenti istituti italiani (legittima, collazione, comunione legale). La valutazione comparativa tra i due sistemi deve precedere qualsiasi consiglio in materia.

Caso 7 — Cittadino italiano a Bordeaux che sceglie la legge italiana

Situazione. M. Rossi, cittadino italiano residente a Bordeaux, inserisce nel testamento olografo la clausola: «Intendo che la mia successione sia regolata dalla legge italiana in quanto legge del mio Paese di cittadinanza.»

Norma applicabile. Art. 22 §1 Reg.: M. Rossi, cittadino italiano, può scegliere la legge italiana per l’intera successione. Art. 22 §2 Reg.: la clausola testamentaria costituisce una scelta espressa e valida.

Risposta. La professio iuris è valida e operativa. L’intera successione — inclusi eventuali beni in Francia — è disciplinata dalla legge italiana: si applicano le norme sulla legittima (artt. 536 ss. c.c.) e non la réserve francese. Il notaio italiano applica la legge italiana per la determinazione delle quote e per la verifica della disponibilità testamentaria.

Caso 8 — Tentativo di scelta parziale: i limiti dell’art. 22 §1 Reg.

Situazione. M. Esposito, cittadino italiano residente a Marsiglia, inserisce nel testamento: «Per i miei beni immobili in Italia si applichi la legge italiana; per i beni in Francia la legge francese.»

Norma applicabile. Art. 22 §1 Reg.: la professio iuris deve riferirsi alla successione nel suo complesso (as a whole). Il Regolamento esclude la dépeçage volontaria della legge applicabile per categorie di beni o per luogo di situazione.

Risposta. La clausola è invalida nella parte in cui opera la scissione per tipo di bene. Tuttavia, se la clausola manifesta inequivocabilmente la volontà di assoggettare l’intera successione alla legge italiana (legge della cittadinanza), il notaio può salvarla come professio iuris integrale ex art. 22 §1 Reg. In assenza di tale volontà inequivoca, si applica la legge francese ex art. 21 §1 Reg.

Il certificato successorio europeo: artt. 62–73 Reg. 650/2012

Il certificato successorio europeo (CSE) è il documento uniforme disciplinato dagli artt. 62–73 Reg. 650/2012, che attesta la qualità di erede, legatario, esecutore testamentario o amministratore dell’eredità. In Francia il rilascio compete al notaio, quale autorità di giurisdizione volontaria in materia successoria. L’art. 69 §1 Reg. attribuisce al CSE piena efficacia probatoria in tutti gli Stati membri senza necessità di procedure di riconoscimento: esso costituisce titolo sufficiente per la gestione degli immobili italiani.

Il procedimento per il rilascio del CSE in Francia prevede che il notaio istante accerti la residenza abituale del de cuius, la legge applicabile, il titolo successorio (testamento o acte de notoriété), la composizione dell’asse e le quote ereditarie. Il CSE deve contenere, ai sensi dell’art. 68 Reg., le generalità degli eredi, le loro quote, le eventuali limitazioni alla disponibilità, l’indicazione degli esecutori testamentari e la legge applicabile. Le copie certificate hanno validità di sei mesi dalla data di rilascio (art. 70 §3 Reg.) e possono essere prorogate su richiesta. La rettifica e la revoca del CSE (artt. 71–72 Reg.) non pregiudicano i diritti dei terzi in buona fede acquisiti prima della notifica della revoca (art. 69 §4 Reg.).

Caso 9 — Eredi francesi che alienano immobile italiano tramite CSE

Situazione. Gli eredi francesi del de cuius — qualificati mediante acte de notoriété e CSE rilasciato dal notaio francese — intendono vendere l’appartamento romano. Il notaio italiano richiede la prova della legittimazione.

Norma applicabile. Art. 69 §1 Reg.: il CSE ha effetti in tutti gli Stati membri senza procedure speciali. Art. 69 §2 Reg.: chi è indicato come erede nel CSE è considerato tale nei confronti dei terzi in buona fede. Art. 70 §3 Reg.: le copie certificate hanno validità di sei mesi.

Risposta. Il CSE in corso di validità costituisce titolo sufficiente per la legittimazione degli eredi venditori. Il notaio italiano trascrive l’acquisto ereditario ex art. 2648 c.c. — usando il CSE come titolo ex art. 2657 c.c. — e quindi roga la vendita. La continuità delle trascrizioni ex art. 2650 c.c. è condizione di opponibilità ai terzi.

Caso 10 — Revoca del CSE dopo alienazione e tutela dell’acquirente

Situazione. Dopo la vendita dell’appartamento romano — rogitata sulla base del CSE — un erede pretermesso impugna il CSE, che viene revocato. L’acquirente aveva agito in buona fede.

Norma applicabile. Art. 69 §3 Reg.: i trasferimenti effettuati in favore di una persona indicata nel CSE come legittimata a riceverli, da parte di chi si fonda in buona fede, sono liberatori. La revoca del CSE non pregiudica i diritti acquisiti in buona fede prima della revoca.

Risposta. L’acquirente in buona fede è tutelato dall’art. 69 §3 Reg.: il trasferimento è valido ed efficace e non può essere rimesso in discussione dalla revoca del CSE. L’erede pretermesso non può rivendicare il bene nei confronti del terzo acquirente, ma potrà agire in risarcimento nei confronti degli eredi venditori per la violazione della réserve héréditaire ex art. 921 Code civil.

Donazioni pregresse e rapport à succession: artt. 843–858 Code civil

Il rapport à succession è l’obbligo imposto dalla legge francese all’erede discendente che abbia ricevuto donazioni dal de cuius di imputare contabilmente tali donazioni alla propria quota ereditaria ai fini della divisione. L’art. 843 Code civil prescrive tale obbligo a carico di ogni erede chiamato alla divisione, salvo dispensa espressa del donante. La funzione del rapport è divisionale e non restitutoria: il donatario erede non trasferisce il bene all’asse, ma imputa il suo valore alla propria quota di divisione. L’istituto si distingue nettamente dalla réduction: il rapport mira alla parità tra coeredi; la réduction mira alla tutela della quota riservata.

Il valore da imputare ai fini del rapport si calcola, ex art. 858 Code civil, al giorno della divisione nello stato in cui il bene si trovava alla data della donazione (rapport en valeur): si escludono le migliorie apposte successivamente dall’erede e le variazioni di mercato imputabili alla sua attività. Il rapport en nature — restituzione materiale del bene all’asse — è possibile solo su accordo di tutte le parti (art. 859 Code civil). Per gli immobili italiani, il notaio deve procedere alla valutazione al momento attuale, considerando lo stato alla data della donazione per escludere i miglioramenti imputabili all’erede.

Caso 11 — Donazione di immobile italiano e imputazione alla riserva

Situazione. Il de cuius francese aveva donato un appartamento a Torino a uno dei due figli cinque anni prima del decesso. Al decesso lascia altri beni per un valore equivalente, senza testamento.

Norma applicabile. Art. 843 Code civil: il figlio donatario deve imputare la donazione alla propria quota ereditaria (rapport). Art. 858 Code civil: valore del bene al giorno della divisione nello stato alla data della donazione.

Risposta. Il figlio donatario imputa il valore attuale del bene (nello stato alla data della donazione) alla propria quota di réserve (50 % con due figli). Se il valore supera tale quota, scatta la réduction ex art. 921 Code civil: il figlio deve indennizzare il coerede per l’eccedenza, in valore ex art. 924 Code civil.

Caso 12 — Dispensa da collazione e rischio di riduzione: art. 919

Situazione. La donazione di un immobile a Milano al figlio prediletto era stata effettuata con clausola di dispense de rapport. Al decesso, il valore dell’immobile milanese supera la quotité disponible (50 % in presenza di un solo altro figlio).

Norma applicabile. Art. 919 Code civil: la dispensa da rapport fa gravare la donazione sulla quotité disponible anziché sulla quota di réserve. Art. 920 Code civil: la dispensa non mette al riparo dalla réduction se la donazione supera la quotité disponible.

Risposta. La donazione dispensata da rapport grava sulla quotité disponible (50 %). Se il valore dell’immobile milanese eccede tale quota, la parte eccedente è riducibile ex art. 921 Code civil. Il figlio donatario deve indennizzare il coerede per la parte eccedente il disponibile, in valore ex art. 924 Code civil.

La communité légale e gli immobili coniugali in Italia

Il regime patrimoniale legale dei coniugi francesi, in assenza di contratto di matrimonio, è la communauté réduite aux acquêts (art. 1400 Code civil): entrano in comunione i beni acquisiti a titolo oneroso durante il matrimonio (acquêts), mentre i beni propri di ciascun coniuge — ricevuti per successione o donazione, o posseduti prima del matrimonio (art. 1405 Code civil) — restano personali. L’art. 1402 Code civil stabilisce una presunzione di comunione per i beni la cui proprietà personale non è provata. Al decesso di uno dei coniugi la communauté si scioglie (art. 1441 Code civil): la metà del coniuge superstite si consolida in capo a lui come quota di liquidazione; l’altra metà entra nell’asse ereditario del de cuius.

Per identificare il regime patrimoniale applicabile, il notaio italiano deve determinare la legge regolatrice del matrimonio. Per i matrimoni contratti dal 29 gennaio 2019 si applica il Reg. UE n. 2016/1103, che designa come legge applicabile quella della prima residenza abituale comune dei coniugi dopo il matrimonio (art. 26 Reg. 2016/1103), salvo scelta espressa. Per i matrimoni anteriori al 2019 si applicano la Convenzione dell’Aja del 1978 o le norme di conflitto nazionali. La qualificazione del regime è condizione logicamente pregiudiziale rispetto all’analisi successoria: un bene acquistato con denaro comune è un acquêt e la metà rimane al coniuge superstite come quota di liquidazione (non come eredità); un bene acquistato con denaro proprio (remploi, art. 1434 Code civil) è un bene propre e rientra interamente nell’asse.

Caso 13 — Acquisto in communité légale: composizione dell’asse successorio

Situazione. Coniugi francesi in regime di communauté légale acquistano durante il matrimonio un appartamento a Torino con denaro proveniente da redditi lavorativi comuni. Al decesso del marito gli eredi rivendicano l’intero appartamento.

Norma applicabile. Art. 1402 Code civil: presunzione di comunione per i beni la cui proprietà personale non è provata. Art. 1441 Code civil: scioglimento della communauté per morte. Art. 1467 Code civil: ciascun coniuge ha diritto alla metà degli acquêts netti al momento dello scioglimento.

Risposta. L’appartamento è un acquêt: al decesso del marito la communauté si scioglie (art. 1441 Code civil) e la metà della moglie si consolida come quota di liquidazione; solo l’altra metà entra nell’asse ereditario. Gli eredi non hanno diritto all’intero appartamento. Il notaio italiano deve accertare il regime patrimoniale prima di determinare l’asse.

Caso 14 — Séparation de biens e indipendenza patrimoniale: art. 1536

Situazione. Coniugi francesi con contratto di matrimonio in séparation de biens. L’immobile a Genova è intestato unicamente alla moglie. Il marito decede.

Norma applicabile. Art. 1536 Code civil: in regime di séparation de biens ciascun coniuge conserva l’amministrazione, il godimento e la libera disponibilità dei propri beni personali.

Risposta. L’immobile genovese, di esclusiva proprietà della moglie, non entra nell’asse successorio del marito. Il notaio acquisisce la documentazione del contratto di matrimonio per qualificare il regime e delimitare l’asse. La séparation de biens non esclude il diritto successorio del coniuge superstite sulle quote di cui all’art. 757 Code civil.

La RAAR: art. 929 Code civil e pianificazione anticipata

La Renonciation anticipée à l’action en réduction (RAAR) è uno strumento di pianificazione successoria introdotto nel Code civil dalla loi n° 2006-728 del 23 giugno 2006. Ai sensi dell’art. 929 Code civil, il réservataire presuntivo può rinunciare anticipatamente all’esercizio dell’azione en réduction contro una o più determinate liberalità del futuro de cuius. La rinuncia può essere totale o parziale (art. 929 al. 2 Code civil). Requisito formale inderogabile: l’atto deve essere ricevuto per atto autentico da due notai (art. 930 Code civil). La RAAR è personale e intransmissibile ai discendenti del rinunciante (art. 930-5 Code civil).

La RAAR si distingue dal patto di famiglia italiano (L. n. 55/2006) per tre profili fondamentali: (i) è uno strumento unilaterale del réservataire, che rinuncia a un diritto proprio senza ricevere necessariamente una compensazione; (ii) il patto di famiglia italiano richiede la partecipazione del disponente, dell’assegnatario e di tutti i legittimari; (iii) la RAAR non vincola i discendenti del rinunciante (art. 930-5 Code civil), mentre il patto di famiglia è opponibile a tutti. Il notaio italiano che intervenga come secondo notaio nella ricezione di una RAAR nell’ambito di una pianificazione franco-italiana deve qualificarla come patto successorio ai sensi dell’art. 25 Reg. 650/2012, verificando la legge applicabile al momento della stipula.

Caso 15 — RAAR per liberare immobile italiano dalla réserve

Situazione. Il sig. Girard, padre con due figli adulti, intende donare un immobile a Milano al proprio nipote. Per escludere l’azione en réduction dei figli, chiede a entrambi di sottoscrivere una RAAR riferita a questa specifica donazione.

Norma applicabile. Art. 929 Code civil: i figli, quali réservataires presuntivi, possono rinunciare anticipatamente all’azione en réduction per questa specifica donazione. Art. 930 Code civil: la RAAR deve essere ricevuta per atto autentico da due notai.

Risposta. I figli che sottoscrivono la RAAR non potranno, al decesso del padre, esercitare l’azione en réduction sull’immobile milanese donato al nipote, nei limiti della rinuncia. La rinuncia non si trasmette ai discendenti dei rinuncianti (art. 930-5 Code civil): i nipoti che rappresentino i figli rinuncianti potrebbero conservare il diritto alla réserve de représentation. Il notaio deve verificare la portata precisa dell’atto di rinuncia.

Caso 16 — RAAR e cambio di residenza del de cuius: art. 25 Reg.

Situazione. Una RAAR su un immobile italiano è stipulata quando il de cuius risiede in Francia. Successivamente il de cuius trasferisce la residenza definitiva in Italia.

Norma applicabile. Art. 25 §1 Reg. 650/2012: la validità sostanziale di un patto successorio è disciplinata dalla legge che sarebbe stata applicabile alla successione al momento della stipulazione del patto. Al momento della stipula il de cuius risiedeva in Francia: legge applicabile = legge francese.

Risposta. La RAAR è disciplinata dalla legge francese, lex successionis al momento della sua conclusione (art. 25 §1 Reg.). Il successivo trasferimento di residenza in Italia non incide retroattivamente sulla validità della RAAR: essa rimane regolata dagli artt. 929–930-5 Code civil.

La trascrizione nei registri immobiliari italiani

Indipendentemente dalla legge successoria applicabile, gli immobili italiani sono soggetti — per la loro circolazione giuridica — alla lex rei sitae italiana. La trascrizione nei registri immobiliari è disciplinata dagli artt. 2643 ss. c.c.: l’art. 2648 c.c. prescrive la trascrizione dell’accettazione dell’eredità e dell’acquisto dei singoli legati aventi ad oggetto diritti reali su immobili. L’art. 2657 c.c. indica i titoli ammessi; l’art. 2660 c.c. ne definisce i requisiti formali. Il CSE rilasciato dalle autorità francesi è riconosciuto come titolo idoneo per la trascrizione in forza dell’effetto diretto dell’art. 69 §1 Reg. 650/2012.

La trascrizione del titolo successorio straniero in Italia pone la questione del coordinamento tra la disciplina sostanziale della legge straniera e i requisiti formali della lex rei sitae. Il notaio deve verificare: (i) la continuità delle trascrizioni ex art. 2650 c.c., risalendo alla prima annotazione del bene; (ii) l’assenza di trascrizioni pregiudizievoli ex art. 2652 c.c. (azioni di riduzione, simulazione, revoca di donazioni); (iii) la regolarità formale del titolo estero. La L. n. 182/2025 ha aggiornato il regime dell’art. 534 c.c. in materia di acquisto dall’erede apparente, rafforzando la tutela del terzo acquirente in buona fede nelle successioni transfrontaliere.

Caso 17 — Accettazione ereditaria e CSE come titolo ex art. 2648 c.c.

Situazione. Gli eredi francesi, qualificati mediante CSE rilasciato dal notaio francese, intendono vendere l’appartamento romano. Il Conservatore richiede il titolo per la trascrizione dell’acquisto ereditario.

Norma applicabile. Art. 2648 c.c.: la trascrizione dell’acquisto dell’eredità è obbligatoria. Art. 2657 c.c.: il titolo per la trascrizione deve consistere in atto pubblico o scrittura privata autenticata. Art. 69 §1 Reg.: il CSE ha effetti equivalenti a un documento autentico in tutti gli Stati membri.

Risposta. Il CSE, integrato dalla dichiarazione di accettazione dell’eredità (anche incorporata nell’atto di vendita), costituisce il titolo per la trascrizione ex art. 2648 c.c. Il notaio trascrive prima l’acquisto ereditario, poi la vendita: la continuità ex art. 2650 c.c. è condizione di opponibilità ai terzi. La copia certificata del CSE deve essere in corso di validità (sei mesi, art. 70 §3 Reg.).

Caso 18 — Legato di immobile italiano e délivrance: art. 1014 Code civil

Situazione. Il testamento francese istituisce un legato a titolo particolare avente ad oggetto un appartamento a Venezia a favore di un legatario non erede. Il de cuius era cittadino francese residente a Parigi.

Norma applicabile. Legge francese (art. 1014 Code civil): il légataire à titre particulier non acquista automaticamente la proprietà al decesso; deve richiedere la délivrance agli eredi. Lex rei sitae italiana: l’acquisto deve essere trascritto ex art. 2648 c.c.

Risposta. A differenza del diritto italiano (art. 649 c.c.), in diritto francese il legatario deve ottenere la délivrance dagli eredi prima di disporre del bene (art. 1014 Code civil). Solo dopo la délivrance — formalizzata per atto scritto notarile e tradotto — il notaio italiano procede alla trascrizione del trasferimento ex art. 2648 c.c. L’atto di délivrance è il titolo per la trascrizione italiana.

Tavola sinottica Francia–Italia e considerazioni conclusive

Il confronto sistematico tra l’ordinamento successorio francese e quello italiano rivela significative convergenze strutturali — quote di réserve e legittima identiche, regimi patrimoniali analoghi — e altrettanto rilevanti divergenze operative che richiedono la conoscenza diretta degli articoli del Code civil.

IstitutoCode civil (Francia)Codice civile (Italia)
Quota riservata (1 figlio)1/2 (art. 913 CC)1/2 (art. 536 c.c.)
Quota riservata (2 figli)2/3 (art. 913 CC)2/3 (art. 537 c.c.)
Quota riservata (3+ figli)3/4 (art. 913 CC)3/4 (art. 537 c.c.)
Quota coniuge (con figli)Usu. totale o 1/4 pp (art. 757 CC)1/4 pp + usu. su 1/2 (art. 540 c.c.)
Imputazione donazioniRapport obbligatorio (art. 843 CC)Collazione (art. 737 c.c.)
Rinuncia anticipataRAAR (art. 929 CC)Patto di famiglia (L. n. 55/2006)
Regime patrimoniale legaleCommunauté aux acquêts (art. 1400 CC)Comunione legale (art. 177 c.c.)
Efficacia del legatoDélivrance richiesta (art. 1014 CC)Efficacia reale immediata (art. 649 c.c.)
Professio iurisArt. 22 Reg. 650/2012 (comune a entrambi)
Tavola sinottica degli istituti successori Francia–Italia

L’analisi dei diciotto casi pratici evidenzia quattro aree di particolare complessità per il notaio italiano: (i) la communauté légale (artt. 1400–1441 Code civil) impone la previa determinazione del regime patrimoniale prima di calcolare l’asse ereditario; (ii) il rapport à succession (art. 843 Code civil) obbliga all’imputazione delle donazioni pregresse con criteri valutativi diversi da quelli italiani; (iii) la RAAR (art. 929 Code civil) richiede una qualificazione autonoma come patto successorio ex art. 25 Reg. 650/2012; (iv) la délivrance del legatario (art. 1014 Code civil) introduce un passaggio procedurale assente nel diritto italiano, con dirette ricadute sulla trascrizione ex art. 2648 c.c. La professio iuris ex art. 22 Reg. rimane lo strumento più efficace di semplificazione della successione franco-italiana.


Riferimenti normativi

FonteDisposizioni richiamate
Reg. UE n. 650/2012Artt. 21, 22, 25, 27, 62–73
Code civil (Francia)Artt. 734, 757, 843, 858, 912–913, 919–921, 923–924, 929–930-5, 970, 1014, 1400–1402, 1405, 1434, 1441, 1467, 1536
Codice civile (Italia)Artt. 536, 537, 540, 649, 737, 2643, 2648, 2650, 2652, 2657, 2660
L. n. 218/1995Art. 46 (successioni; residuale per casi extra-UE)
L. n. 182/2025Riforma art. 534 c.c. — tutela acquirente da erede apparente
Principali fonti normative citate nel testo

Consulenza notarile

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