Concorso notarile 2024: l’unica irregolarità riguarda la privacy

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Sono circolate notizie, sulla stampa e fra gli addetti ai lavori, su presunte irregolarità nel concorso notarile 2024 per 400 posti: si parlava di prove “inquinate”, di correzioni non regolari, di risultati diffusi prima di quelli ufficiali. Va detto con chiarezza: le uniche irregolarità riguardano la protezione dei dati personali. Non c’è stata alcuna alterazione delle prove, né alcuna irregolarità nello svolgimento del concorso o nelle correzioni. Le ipotesi in senso contrario erano congetture, prive di qualsiasi fondamento.

Lo dicono i provvedimenti nn. 761 e 762 del 7 ottobre 2026, con cui il Garante per la protezione dei dati personali ha applicato sanzioni per complessivi 35.000 euro.

Il Ministero della Giustizia è stato sanzionato per 20.000 euro perché aveva affisso all’ingresso della sede i risultati degli scritti, con i nomi dei non ammessi all’orale e i relativi punteggi, mentre la disciplina prevede che si renda noto soltanto l’elenco degli ammessi alla prova orale, nei locali in cui le prove si sono svolte. Il Consiglio Nazionale del Notariato è stato sanzionato per 15.000 euro perché aveva pubblicato sulla piattaforma riservata ai notai un elenco non ufficiale, con punteggi e commenti accanto ad alcuni nomi, prima che il Ministero ne diffondesse gli esiti. Il file proveniva da un componente della commissione, che l’aveva inviato per errore e a titolo individuale, senza l’autorizzazione della commissione né del Ministero.

Il Garante ha accertato la violazione dei principi di liceità, correttezza, trasparenza e minimizzazione, oltre alla mancanza di una base giuridica del trattamento. L’istruttoria era partita da articoli di stampa su un documento con risultati e commenti circolato online; le verifiche l’hanno ricondotta a un invio errato e a un uso improprio della piattaforma. Nessuna alterazione delle prove o delle valutazioni c’è stata, e infatti non è stato mosso alcun addebito di questo tipo. Per i candidati i cui nomi comparivano nell’elenco si tratta di una violazione della riservatezza che ha un suo peso, ma è cosa diversa da una frode concorsuale.

Il Garante non ha ritenuto necessario imporre misure correttive ulteriori, perché le condotte avevano già esaurito i propri effetti. Se vi fossero stati profili di alterazione delle prove, la sede degli accertamenti sarebbe stata un’altra: impugnazioni, verifiche sulla regolarità del concorso, eventuali responsabilità penali o disciplinari. Profili del genere non ci sono stati.

Ne deriva un principio che vale per ogni concorso: anche i voti sono dati personali. Il punteggio di un candidato, e ancor più l’esito di non ammissione, riguarda l’interessato e chi abbia un interesse qualificato a conoscerlo; non può essere affisso in un atrio, né condiviso su una piattaforma professionale o in un gruppo di colleghi. La trasparenza di un concorso si realizza rendendo noto ciò che la norma prevede, non trasformando un elenco in una classifica.

In sintesi: c’è stato un problema di trattamento dei dati personali, accertato e sanzionato; non c’è stata alcuna alterazione delle prove, né alcuna irregolarità nelle correzioni. Un elenco di risultati merita la stessa cura di un atto: conta il contenuto, ma conta anche chi lo legge.

Manlio Carlo Soldani
Notaio in Domodossola – Via Camillo Prampolini n. 14
Tel. 0324 066077 – domodossola@notaiosoldani.it

 


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