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Le Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 23093 dell’11 agosto 2025 hanno stabilito che la rinuncia alla proprietà immobiliare è ammissibile, ponendo fine a un dibattito ventennale. Questa pronuncia chiarisce quando e come la rinuncia alla proprietà può essere validamente esercitata dai proprietari.

La Pronuncia delle Sezioni Unite sulla Rinuncia alla Proprietà

Con la sentenza n. 23093 dell’11 agosto 2025, le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno risolto definitivamente una questione che per decenni aveva diviso dottrina e giurisprudenza: è ammissibile la rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare nel nostro ordinamento?

La decisione nasce da due ordinanze di rinvio pregiudiziale, una del Tribunale di L’Aquila e una del Tribunale di Venezia, che chiedevano chiarimenti sulla possibilità di dismettere unilateralmente la titolarità di un immobile.

Il Contesto Normativo Pre-Sentenza: Le Ordinanze di Rinvio

Prima della pronuncia delle Sezioni Unite, il panorama giurisprudenziale era frammentato. Alcune sezioni della Cassazione negavano l’ammissibilità della rinuncia abdicativa, altre l’ammettevano con limitazioni.

Il caso di L’Aquila (ordinanza n. 233 del 17 gennaio 2024) riguardava la rinuncia a terreni sottoposti a vincolo di pericolosità elevata P2 nel Piano di assetto idrogeologico della Regione Abruzzo, terreni ormai privi di reale valore economico.

Il caso di Venezia (sentenza n. 4569 del 23 aprile 2024) poneva la questione della compatibilità con l’ordinamento del negozio unilaterale di rinuncia abdicativa, con conseguente acquisizione pubblica ex art. 827 c.c.

Questa incertezza creava problemi operativi per:

  • Proprietari di immobili fatiscenti o non economicamente sfruttabili
  • Notai chiamati a rogare atti di rinuncia
  • Agenzia del Demanio, che gestiva circa 128 pratiche sospese

Effetti della Decisione

La sentenza n. 23093/2025 produce effetti su tutto il territorio nazionale, chiarendo che la rinuncia alla proprietà immobiliare costituisce espressione del diritto di disposizione riconosciuto dall’art. 832 del Codice Civile.

Principi di Diritto Stabiliti dalla Sentenza n. 23093/2025

Le Sezioni Unite hanno fissato due principi di diritto:

Primo Principio di Diritto

“La rinuncia alla proprietà immobiliare è ammissibile quale atto negoziale unilaterale, non recettizio, a carattere abdicativo e non traslativo, sottoposto a forma scritta ad substantiam e soggetto a trascrizione”

Questo principio stabilisce la piena legittimità dell’istituto.

Secondo Principio di Diritto

“Il negozio di rinuncia è soggetto a giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c., ma non può essere dichiarato nullo per il solo perseguimento di finalità egoistiche da parte del proprietario”

La Corte chiarisce che il controllo giudiziale esiste ma è limitato, escludendo la nullità basata esclusivamente su motivazioni di convenienza economica del proprietario.

Fondamento Giuridico

La Cassazione fonda la decisione su una lettura sistematica del diritto di proprietà. Il potere di “disporre” di cui all’art. 832 c.c. comprende anche la facoltà di dismettere il bene, poiché negare tale possibilità configurerebbe una “proprietà forzata” incompatibile con i principi costituzionali.

Rinuncia Alla Proprietà Immobiliare

Natura Giuridica della Rinuncia Abdicativa secondo le Sezioni Unite

La sentenza n. 23093/2025 chiarisce la natura giuridica dell’istituto, definendolo come atto caratterizzato da specifiche peculiarità:

Caratteristiche Essenziali

Unilateralità: L’atto si perfeziona con la sola manifestazione di volontà del proprietario, senza necessità di accettazione da parte di alcun soggetto, compreso lo Stato.

Non Recettizietà: L’efficacia dell’atto non dipende dalla ricezione della dichiarazione da parte di specifici destinatari.

Carattere Abdicativo: Si tratta di mera dismissione del diritto, non di trasferimento. Lo Stato acquista il bene a titolo originario ex art. 827 del Codice Civile.

Irrevocabilità: Una volta perfezionato, l’atto non può essere revocato unilateralmente dal rinunciante.

Differenze con Altri Istituti

La rinuncia abdicativa si distingue nettamente da:

  • Rinuncia traslativa: Che presuppone un rapporto contrattuale e una controprestazione
  • Abbandono liberatorio: Figura non ammessa nel nostro ordinamento per i beni immobili
  • Donazione allo Stato: Che richiederebbe l’accettazione dell’ente pubblico

Requisiti Formali e Procedurali ex Sentenza n. 23093/2025

La sentenza delle Sezioni Unite stabilisce precisi requisiti che l’atto di rinuncia deve rispettare per essere valido ed efficace:

Forma Scritta ad Substantiam

L’atto di rinuncia deve essere redatto per iscritto a pena di nullità. La Cassazione specifica che questa forma solenne è richiesta dalla natura dell’atto e dall’importanza dell’interesse coinvolto.

Aspetti operativi per il notaio:

  • L’atto può essere rogato come atto pubblico o scrittura privata autenticata
  • Deve contenere identificazione precisa del bene e manifestazione chiara della volontà

Trascrizione nei Registri Immobiliari

L’atto deve essere obbligatoriamente trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente per territorio. La trascrizione:

  • Rende opponibile ai terzi l’avvenuta rinuncia
  • Determina l’acquisizione automatica del bene da parte dello Stato
  • Deve essere eseguita esclusivamente contro il rinunciante

Identificazione Catastale

A differenza degli atti traslativi, la rinuncia abdicativa non richiede:

  • Conformità catastale tra stato di fatto e planimetria depositata
  • Certificato di destinazione urbanistica per i terreni
  • Attestato di Prestazione Energetica (APE)
  • Indicazione dei titoli edilizi

Questa semplificazione rappresenta un vantaggio operativo, specialmente per immobili problematici dal punto di vista urbanistico.

Aspetti Fiscali: Fonti Normative Diverse dalla Sentenza

ATTENZIONE: La sentenza n. 23093/2025 NON tratta gli aspetti fiscali. Le informazioni seguenti derivano da fonti normative separate:

Aspetti Fiscali: Fonti Normative Diverse dalla Sentenza

ATTENZIONE: La sentenza n. 23093/2025 NON tratta gli aspetti fiscali. Le informazioni seguenti derivano da principi normativi generali:

Imposte ed Esenzioni (fonte: normativa fiscale vigente)

L’acquisto dello Stato ex art. 827 c.c. conseguente alla rinuncia abdicativa beneficia delle esenzioni previste dal D.Lgs. 347/1990 per le formalità eseguite “nell’interesse dello Stato”:

  • Imposta ipotecaria: esente (art. 1, comma 2, D.Lgs. 347/1990)
  • Imposta catastale: esente (art. 10, comma 3, D.Lgs. 347/1990)
  • Imposta di registro: da verificare l’applicazione dell’art. 57 DPR 131/1986
  • Tasse ipotecarie: esenti per acquisizioni statali

Tributi Dovuti:

  • Onorari notarili: secondo tariffa professionale vigente
  • Tributi speciali catastali: € 90 per le formalità presso la Conservatoria

Aspetti Fiscali Specifici (fonte: normativa fiscale)

La rinuncia, comportando acquisizione dello Stato a titolo originario, non richiede (fonte: prassi notarile consolidata):

  • Conformità catastale tra stato di fatto e planimetria depositata
  • Certificato di destinazione urbanistica per i terreni
  • Attestato di Prestazione Energetica (APE)
  • Indicazione dei titoli edilizi

Vantaggi Fiscali

La rinuncia produce risparmi per il proprietario:

  • Cessazione dell’obbligo di pagamento IMU e TASI
  • Eliminazione dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria
  • Esclusione da responsabilità per danni a terzi derivanti dal bene
Rinuncia Alla Proprietà Immobiliare

Casi Pratici di Applicazione: Esempi Operativi (Non dalla Sentenza)

ATTENZIONE: I casi che seguono sono esempi operativi elaborati per l’articolo e NON derivano dalla sentenza n. 23093/2025. La sentenza cita solo i casi specifici di L’Aquila e Venezia:

Casi Reali Citati nella Sentenza

Caso L’Aquila: Terreni nel Comune di Bomba sottoposti a “Vincolo Pericolosità elevata P2” del Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Abruzzo, “sostanzialmente inservibili e privi di valore economico”.

Caso Venezia: Immobile sito in Belluno in area compresa nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia.

Ulteriori Scenari Applicativi (Esempi Non dalla Sentenza)

La pronuncia delle Sezioni Unite apre possibilità per diverse situazioni problematiche. Seguono esempi operativi:

Immobili Fatiscenti o Pericolanti

Caso tipo: Proprietario di edificio rurale fatiscente che richiede investimenti per la messa in sicurezza.

Soluzione: Rinuncia abdicativa che trasferisce allo Stato l’onere della demolizione o ristrutturazione, liberando il proprietario da responsabilità civili e penali future.

Benefici operativi:

  • Eliminazione rischi da crollo per terzi
  • Cessazione obblighi manutentivi
  • Liberazione da vincoli paesaggistici o architettonici gravosi

Terreni Non Edificabili o Vincolati

Caso tipo: Terreni agricoli in zone soggette a vincolo idrogeologico che comportano solo oneri senza reddito.

Applicazione pratica: La rinuncia consente di trasferire allo Stato la gestione di terreni che per il privato rappresentano solo costi (imposte, pulizia, sicurezza).

Immobili con Vizi Strutturali

Scenario: Appartamenti con gravi problemi strutturali che richiederebbero interventi superiori al valore dell’immobile.

Vantaggio: Il proprietario evita di sostenere spese per lavori di consolidamento o demolizione, trasferendo il problema all’ente pubblico.

Successioni Problematiche

Applicazione: Eredi che preferiscono rinunciare a beni ereditari gravati da ipoteche o oneri superiori al valore venale.

Procedura: La rinuncia può essere effettuata anche dagli eredi dopo l’accettazione dell’eredità, purché non sussistano diritti di terzi incompatibili.

Cinque Esempi Operativi

ATTENZIONE: I seguenti esempi sono elaborazioni operative per l’articolo e NON derivano dalla sentenza n. 23093/2025. Sono scenari ipotetici basati sui principi stabiliti dalle Sezioni Unite:

Caso 1: Villa Abusiva in Area Vincolata

Situazione: Proprietario di villa costruita negli anni ’70 in area sottoposta a vincolo paesaggistico, con gravi difformità urbanistiche emerse durante una compravendita fallita.

Problematiche specifiche:

  • Impossibilità di ottenere sanatoria per violazioni paesaggistiche
  • Costi di demolizione stimati in €180.000
  • Procedimento penale per abuso edilizio in corso
  • Valore venale dell’area post-demolizione: €35.000

Strategia operativa: Rinuncia abdicativa immediata che trasferisce allo Stato sia l’immobile che l’obbligo di gestire il procedimento sanzionatorio. Il proprietario evita i costi di demolizione e si libera dalle responsabilità penali future.

Vantaggi: Cessazione immediata di IMU (€4.200 annui), eliminazione rischi legali, trasferimento oneri di gestione del vincolo paesaggistico.

Tempistiche: Atto notarile entro 30 giorni, trascrizione in 15 giorni, cessazione responsabilità dalla data di trascrizione.

Caso 2: Capannone Industriale con Amianto

Contesto: Imprenditore proprietario di capannone industriale anni ’80 con copertura in eternit, in zona industriale dismessa.

Criticità emerse:

  • Bonifica amianto obbligatoria: costo €220.000
  • Struttura portante compromessa da infiltrazioni
  • Nessuna richiesta di locazione da 8 anni
  • Spese condominiali arretrate: €15.000

Soluzione adottata: Rinuncia abdicativa che trasferisce allo Stato l’onere della bonifica ambientale e della messa in sicurezza strutturale.

Risultati concreti: Eliminazione di un passivo patrimoniale di oltre €250.000, cessazione dell’obbligo di bonifica a carico privato, trasferimento della responsabilità ambientale all’ente pubblico competente.

Note operative: Necessaria comunicazione preventiva all’ARPA per vincoli ambientali; lo Stato subentra nelle autorizzazioni ambientali esistenti.

Caso 3: Appartamento in Edificio Pericolante Post-Sisma

Scenario: Appartamento in condominio dichiarato inagibile dopo eventi sismici 2016, con ordinanza di demolizione comunale.

Elementi problematici:

  • Costo ricostruzione pro-quota: €95.000
  • Altri condòmini irreperibili o deceduti
  • Risarcimento assicurativo insufficiente: €18.000
  • Impossibilità pratica di ricostruzione condominiale

Iter seguito: Rinuncia individuale della quota di proprietà che consente allo Stato di subentrare nei rapporti condominiali e gestire unitariamente l’area.

Benefici ottenuti: Liberazione da obblighi di ricostruzione, cessazione quote condominiali, possibilità per lo Stato di attuare piani di riqualificazione urbana.

Aspetti tecnici: Trascrizione con annotazione specifica dello stato post-sismico; comunicazione al Comune per aggiornamento piani urbanistici.

Caso 4: Terreno Agricolo in Zona Alluvionale

Situazione tipo: Terreno agricolo di 2,5 ettari in zona soggetta a frequenti esondazioni, classificato ad alto rischio idrogeologico.

Oneri sostenuti dal proprietario:

  • Ripristini post-alluvione annuali: €8.000-12.000
  • IMU e tributi: €1.800 annui
  • Spese di custodia e manutenzione: €3.500 annui
  • Nessun reddito agricolo negli ultimi 5 anni

Procedura applicata: Rinuncia con allegazione di documentazione idrogeologica che dimostra l’onerosità della gestione privata e l’interesse pubblico alla gestione demaniale.

Outcome: Trasferimento allo Stato di area strategica per la sicurezza idrogeologica, eliminazione di costi annui per €13.000, possibilità per l’ente pubblico di realizzare opere di difesa del territorio.

Considerazioni ambientali: La rinuncia facilita l’inserimento del terreno in progetti di riqualificazione fluviale e prevenzione del rischio alluvionale.

Caso 5: Box Auto in Autorimessa Condominiale Degradata

Contesto: Box auto in autorimessa seminterrata con gravi problemi strutturali e infiltrazioni, in condominio con amministrazione straordinaria.

Problematiche tecniche:

  • Lavori di impermeabilizzazione necessari: €35.000 (quota box: €4.200)
  • Impianto elettrico fuori norma
  • Accesso compromesso da cedimenti strutturali
  • Impossibilità di utilizzo da 3 anni

Approccio risolutivo: Rinuncia del singolo box che consente allo Stato di subentrare nei rapporti condominiali per quella unità immobiliare.

Vantaggi conseguiti: Eliminazione di quote condominiali straordinarie, cessazione responsabilità per vizi strutturali, liberazione di capitale immobilizzato in bene improduttivo.

Peculiarità procedurali: Necessario consenso dell’amministratore condominiale per trascrizione; lo Stato subentra solo nei diritti e doveri relativi al box, non nelle parti comuni.

Effetti condominiali: La quota delle parti comuni resta distribuita tra gli altri condòmini; lo Stato diventa condòmino per il solo box oggetto di rinuncia.

Limiti e Responsabilità Residue

Nonostante l’ampia portata della sentenza, esistono limiti significativi che devono essere attentamente valutati:

Permanenza di Diritti Reali

La rinuncia non estingue:

  • Ipoteche iscritte prima dell’atto di rinuncia
  • Servitù prediali costituite a favore di fondi dominanti
  • Diritti di usufrutto o uso in favore di terzi
  • Diritti di superficie precedentemente costituiti

Questi diritti si trasferiscono automaticamente allo Stato insieme alla proprietà del bene.

Responsabilità per Danni Pregressi

Il rinunciante rimane responsabile per:

  • Danni a terzi verificatisi prima della trascrizione
  • Violazioni urbanistiche commesse durante la proprietà
  • Debiti tributari maturati fino al momento della rinuncia

Controllo di Meritevolezza secondo la Sentenza

La sentenza stabilisce che la rinuncia alla proprietà immobiliare “trova causa”, e quindi anche riscontro della meritevolezza dell’interesse perseguito, in sé stessa, non richiedendo l’adesione di altro soggetto.

Inoltre, le Sezioni Unite chiariscono che non può essere dichiarata nulla per il solo “fine egoistico” del proprietario, specificando che “non può comprendersi tra i possibili margini di intervento del giudice un rilievo di nullità virtuale per contrasto con il precetto dell’art. 42, secondo comma, Cost., o di nullità per illiceità della causa o del motivo”.

Rinuncia Alla Proprietà Immobiliare

Casi di Nullità secondo la Sentenza

La sentenza esclude espressamente la nullità della rinuncia alla proprietà per:

  • “Fine egoistico” del proprietario
  • Contrasto con l’art. 42 Cost. (funzione sociale della proprietà)
  • Illiceità della causa o del motivo
  • Abuso del diritto, precisando che “non è configurabile un abuso di tale atto di esercizio della facoltà dominicale di disposizione”

Le Sezioni Unite specificano che “le limitazioni della proprietà, preordinate ad assicurarne la funzione sociale, devono essere stabilite dal legislatore” e non dal giudice caso per caso.

Implicazioni per la Pratica Notarile: Principi dalla Sentenza

Forma e Trascrizione secondo la Sentenza

La sentenza n. 23093/2025 stabilisce che la rinuncia alla proprietà deve rispettare:

  • Forma scritta: La sentenza richiama gli artt. 1350 n. 5 e 2643 n. 5 c.c. che prescrivono “vincoli formali” per i beni immobili
  • Trascrizione obbligatoria: “L’adempimento della trascrizione ex art. 2643, n. 5, cod. civ. (…) contro il suo autore, in quanto atto abdicativo unilaterale”
  • Atto pubblico o scrittura privata: La sentenza specifica che la dichiarazione “va manifestata nel mondo esterno (…) mediante atto pubblico o scrittura privata”

Natura dell’Atto secondo le Sezioni Unite

La sentenza definisce la rinuncia come:

  • Atto unilaterale e non recettizio
  • Non deve rivolgersi ad una determinata persona
  • Finalizzato esclusivamente a dismettere il diritto
  • Irrevocabile una volta perfezionato

Rinuncia alla Proprietà vs Abbandono Liberatorio: Le Distinzioni della Sentenza

La sentenza n. 23093/2025 dedica specifica attenzione alla distinzione tra rinuncia abdicativa alla proprietà e le fattispecie di abbandono liberatorio previste dal Codice Civile.

Caratteristiche dell’Abbandono Liberatorio secondo la Sentenza

Le Sezioni Unite spiegano che l’abbandono liberatorio (artt. 882, 963, 1104, 1070 c.c.) “si caratterizza per il tratto distintivo del perseguimento di una funzione che va oltre l’abdicazione e consiste nella liberazione da un’obbligazione connessa alla cosa”.

Funzione specifica: “La liberazione dall’obbligo di contribuire alle spese costituisce pur sempre un effetto e non la causa di queste fattispecie abdicative”, ma quello che le connota è “l’interesse rilevante di altri soggetti (il comproprietario, il concedente, il proprietario del fondo dominante), i quali sono investiti a loro volta di un autonomo diritto reale ad utilizzare il medesimo bene”.

Differenze Sostanziali Evidenziate dalla Corte

La sentenza chiarisce che si tratta di “rinunce qualitativamente diverse dalla rinuncia alla proprietà esclusiva, incidendo esse inevitabilmente, mediante acquisto o ‘accrescimento’ ope legis, nella sfera giuridica di un altro soggetto del rapporto reale”.

Esempi normativi dell’abbandono liberatorio:

  • Art. 882 c.c.: Rinuncia al muro comune per liberarsi dalle spese di riparazione
  • Art. 1070 c.c.: Abbandono del fondo servente per liberarsi dagli obblighi di servitù
  • Art. 1104 c.c.: Abbandono della quota in comunione
  • Art. 963 c.c.: Rinuncia enfiteutica

Rinuncia Abdicativa: Natura Diversa

Per contrasto, la rinuncia alla proprietà immobiliare secondo la sentenza:

  • Ha funzione esclusivamente abdicativa: “la cui funzione tipica è soltanto quella di dismettere il diritto, senza interessarsi della destinazione del bene”
  • Non libera da obbligazioni: “pure privo di alcun effetto liberatorio”
  • Produce effetti solo verso lo Stato: L’acquisto statale ex art. 827 c.c. è “effetto riflesso, ma legislativamente automatico”

Confronto Sistematico

Abbandono LiberatorioRinuncia Abdicativa
✅ Liberazione da obblighi specifici❌ Nessun effetto liberatorio
🎯 Altri soggetti interessati al bene🎯 Solo dismissione del diritto
📋 Casi tipizzati dalla legge📋 Principio generale art. 832 c.c.
⚖️ Accrescimento ad altri titolari⚖️ Acquisizione statale ex art. 827 c.c.

La sentenza conclude che l’abbandono liberatorio realizza “prioritariamente — e non come mero effetto riflesso della rinuncia al diritto reale – una funzione satisfattiva rispetto ad obbligazioni che sono a carico del rinunciante”, mentre la rinuncia abdicativa persegue l’esclusivo interesse del proprietario a dismettere il diritto.

FAQ – Domande Frequenti

È possibile rinunciare a un appartamento con mutuo in corso?

Sì, la rinuncia alla proprietà è possibile ma l’ipoteca rimane iscritta sul bene. Lo Stato acquisirà l’immobile gravato dal diritto reale di garanzia. È consigliabile valutare previamente accordi con l’istituto di credito.

La rinuncia alla proprietà richiede il consenso dei cointestatari?

No, ciascun comproprietario può rinunciare liberamente alla propria quota. La rinuncia produce effetti solo sulla quota del rinunciante, mentre gli altri mantengono i loro diritti.

Quanto tempo richiede la procedura di rinuncia?

Dalla data di sottoscrizione dell’atto notarile alla trascrizione decorrone solitamente 10-15 giorni lavorativi. L’acquisizione da parte dello Stato è automatica e immediata dalla trascrizione.

È possibile revocare la rinuncia alla proprietà dopo la trascrizione?

No, l’atto è irrevocabile. Una volta trascritto, il bene è definitivamente acquisito dallo Stato e non può essere “rirecuperato” dal precedente proprietario.

Quali costi comporta la rinuncia abdicativa?

I costi comprendono: onorari notarili (variabili secondo tariffa), imposta di registro fissa (€ 200), tributi speciali catastali e diritti di trascrizione (circa € 100-150 complessivi).

La rinuncia estingue i debiti condominiali?

No, i debiti condominiali maturati prima della rinuncia rimangono a carico del precedente proprietario. Lo Stato subentrerà solo per le obbligazioni future.

È possibile rinunciare a terreni agricoli in affitto?

Sì, ma il contratto di affitto continuerà con lo Stato come nuovo proprietario. L’affittuario mantiene tutti i diritti derivanti dal rapporto contrattuale in essere.


Rinuncia Alla Proprietà Immobiliare
Rinuncia alla proprietà immobiliare

Conclusioni: I Principi Stabiliti dalla Sentenza n. 23093/2025

La sentenza delle Sezioni Unite n. 23093 dell’11 agosto 2025 ha definitivamente chiarito l’ammissibilità della rinuncia alla proprietà immobiliare, stabilendo due principi di diritto vincolanti:

Primo Principio: Ammissibilità e Natura dell’Atto

“La rinuncia alla proprietà immobiliare è atto unilaterale e non recettizio, la cui funzione tipica è soltanto quella di dismettere il diritto, in quanto modalità di esercizio e di attuazione della facoltà di disporre della cosa accordata dall’art. 832 cod. civ.”

Secondo Principio: Limiti del Controllo Giudiziale

“Allorché la rinuncia alla proprietà immobiliare (…) appaia (…) animata da un «fine egoistico», non può comprendersi tra i possibili margini di intervento del giudice un rilievo di nullità virtuale per contrasto con il precetto dell’art. 42, secondo comma, Cost., o di nullità per illiceità della causa o del motivo”

Effetti Operativi per i Professionisti

La sentenza fornisce certezza giuridica sull’istituto, eliminando le incertezze interpretative che caratterizzavano la materia. Come evidenziato dalla stessa pronuncia, risultavano “istruiti n. 128 affari legali connessi alla c.d. rinuncia abdicativa (dei quali n. 89 pendenti dinanzi all’Autorità Giudiziaria e n. 39 in fase stragiudiziale)”.

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