L’evoluzione digitale ha trasformato profondamente le modalità con cui vengono eseguite molte attività professionali, inclusa quella notarile. L’identificazione a distanza è diventata non solo una possibilità tecnologica, ma una necessità operativa, specialmente dopo la pandemia. Tuttavia, mentre la tecnologia offre nuove opportunità, presenta anche sfide significative per la certezza dell’identità delle parti e l’autenticità della loro volontà. In questo contesto, l’emergere della tecnologia deepfake rappresenta una minaccia crescente che richiede soluzioni normative e tecnologiche adeguate. Questo articolo esplora il quadro normativo attuale, le metodologie di identificazione a distanza nel settore notarile e le prospettive future alla luce delle nuove sfide tecnologiche, con particolare attenzione alla minaccia rappresentata dai deepfake.
Il quadro normativo di riferimento
La normativa italiana ed europea ha progressivamente delineato un framework per l’identificazione a distanza, cercando di bilanciare l’innovazione tecnologica con la necessità di certezza e sicurezza giuridica che è alla base dell’attività notarile.
Il Regolamento eIDAS (UE n° 910/2014)
Il Regolamento eIDAS (electronic identification and trust services for electronic transactions in the internal market) costituisce la base normativa a livello comunitario per i servizi fiduciari e i mezzi di identificazione elettronica degli stati membri. Emanato il 23 luglio 2014 e pienamente efficace dal 1° luglio 2016, il regolamento mira a fornire un framework comune per interazioni elettroniche sicure tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni2.
In particolare, il regolamento fissa le condizioni per il riconoscimento reciproco dei mezzi di identificazione elettronica tra Stati membri, definisce le norme per i servizi fiduciari nelle transazioni elettroniche e crea un quadro giuridico per firme elettroniche, sigilli elettronici, validazioni temporali elettroniche, documenti elettronici e servizi di recapito certificato2. Questo framework normativo è fondamentale per l’attività notarile, fornendo gli strumenti legali per riconoscere l’identità digitale dei cittadini europei in modo uniforme e sicuro.
Il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005)
Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) rappresenta il pilastro normativo italiano per la digitalizzazione e costituisce il riferimento principale anche per l’attività notarile digitale. Il CAD definisce concetti fondamentali come “documento informatico” e “firma digitale”, stabilendo le loro caratteristiche e valore legale19.
Secondo il CAD, il documento informatico sottoscritto con firma digitale o con altro tipo di firma elettronica qualificata ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile, equiparando quindi la sottoscrizione digitale a quella autografa. Questo rappresenta un passaggio fondamentale per consentire la stipula di atti notarili con modalità digitali, garantendo lo stesso valore legale degli atti tradizionali19.
Il CAD stabilisce inoltre che “l’apposizione di firma digitale integra e sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente”19, ampliando ulteriormente la portata applicativa delle tecnologie digitali nel contesto notarile e semplificando numerosi aspetti procedurali.
Le novità del Decreto Semplificazioni
Il Decreto Legge n.76/2020 (Decreto Semplificazioni), convertito con la Legge n. 120/2020, ha apportato significative modifiche al quadro normativo, intervenendo in particolare sulla normativa antiriciclaggio in relazione all’identificazione a distanza6.
Una delle principali novità introdotte riguarda la modifica della definizione di “dati identificativi” nel decreto antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007), eliminando il riferimento esplicito al documento di identità e ai suoi estremi in sede di identificazione a distanza. Questa modifica apre la strada a metodi alternativi di identificazione, compresi quelli basati su tecnologie digitali avanzate6.
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha evidenziato che, grazie a queste modifiche, “si possa ritenere valida l’identificazione a distanza del cliente ai fini dell’adempimento degli obblighi antiriciclaggio, con la presentazione di documenti, quali atti notarili o dichiarazioni dell’Autorità consolare”, ampliando significativamente le possibilità operative per i notai6.
Metodologie di identificazione a distanza nella pratica notarile
L’identificazione a distanza nel contesto notarile richiede metodologie che garantiscano lo stesso livello di certezza dell’identificazione tradizionale. Le tecnologie attuali offrono diverse soluzioni, ciascuna con specifici vantaggi e limitazioni.
Sistemi di identificazione elettronica qualificati
Tra i sistemi più promettenti vi è l’utilizzo di strumenti di identificazione digitale qualificati, come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello almeno significativo, che garantisce un adeguato grado di affidabilità nell’identificazione dell’utente6.
Il notariato ha evidenziato che “la verifica dell’identità si possa validamente compiere non solo attraverso l’acquisizione informatica dell’identità digitale, ma utilizzando anche una sessione in videoconferenza, presidiata da un terzo operatore da remoto con l’ausilio del quale si possa accertare l’identità”6. Questo approccio ibrido unisce la sicurezza dell’identità digitale con la verifica umana, aumentando il livello di affidabilità e riducendo i rischi di frode.
Videoconferenza e sistemi di identificazione biometrica
Una soluzione sempre più adottata consiste nell’utilizzo di sistemi di videoconferenza avanzati, combinati con tecnologie di identificazione biometrica. Questo approccio permette al notaio di verificare visivamente l’identità del soggetto, controllare un documento di identità in tempo reale e utilizzare sistemi di riconoscimento facciale o altre tecnologie biometriche per confermare la corrispondenza tra la persona in video e il documento esibito4.
Tuttavia, come evidenziato dal Notaio Antonio Marrese, permangono preoccupazioni significative: “Come posso essere sicuro che quella copia che viene trasmessa non è il frutto di un ‘taglia e incolla’ assolutamente semplice da realizzare? E sull’accertamento della volontà? come posso essere sicuro che la persona che sta partecipando non sia sottoposta alla minaccia fisica di un’altra non inquadrata dalla videocamera del pc?”4. Queste considerazioni evidenziano l’importanza di adottare misure di sicurezza aggiuntive.
Approccio multi-fattore e soluzioni ibride
Il Consiglio nazionale del Notariato, nello Studio 2bis-2020/B, suggerisce l’utilizzo di strumenti alternativi o cumulativi per l’identificazione a distanza12:
- Conoscenza pregressa del cliente più sottoscrizione delle dichiarazioni previste dalla normativa
- Produzione di documenti autentici (atti notarili precedenti, documenti firmati digitalmente, dichiarazioni dell’autorità consolari)
- Identificazione a distanza tramite certificato qualificato più sottoscrizione delle dichiarazioni12
Questo approccio multi-fattore aumenta significativamente la sicurezza del processo di identificazione, combinando diversi elementi di verifica per ridurre il rischio di frodi e garantire la certezza dell’identità delle parti coinvolte nell’atto notarile.
La minaccia dei deepfake: nuove sfide per l’attività notarile
L’evoluzione tecnologica, se da un lato offre nuove opportunità, dall’altro presenta nuove minacce. Tra queste, la tecnologia deepfake rappresenta una delle sfide più significative per la certezza dell’identità, elemento fondamentale dell’attività notarile.
Cos’è il deepfake e quali rischi comporta
Il termine “deepfake” nasce dall’unione delle espressioni “deep learning” (apprendimento profondo) e “fake” (falsificare) e indica una tecnica di Intelligenza Artificiale che, grazie all’apprendimento profondo, è in grado di creare contenuti audiovisivi falsi partendo da foto, video ed audio reali10. I contenuti realizzati sono estremamente realistici e credibili, tanto da risultare indistinguibili dalla realtà anche ad occhi esperti.
Nel contesto notarile, i rischi principali includono la sostituzione di persona durante sessioni di videoconferenza, la falsificazione di dichiarazioni video e la manipolazione di documenti d’identità o altre prove digitali5. Questi rischi minacciano direttamente il principio fondamentale dell’attività notarile: la certezza dell’identità e della volontà delle parti.
Come evidenziato in un recente studio, “i deepfake hanno attirato notevole attenzione sin dalla loro comparsa nel 2017. Questi sofisticati strumenti software consentono la manipolazione di immagini, video e audio preesistenti. Ad esempio, è possibile incollare il viso di una persona sul corpo di un’altra, ricreando, quindi, situazioni paradossali, che appaiono reali anche agli occhi più esperti”5.
Il problema dell’identificazione sicura nell’era dei deepfake
La diffusione di tecnologie deepfake rende sempre più complesso il processo di identificazione a distanza. Come sottolineato dal Notaio Antonio Marrese: “Si pensi all’identità personale. Come posso essere sicuro che il signor Tizio, spacciandosi per Caio, non stia cercando di vendere la casa non sua?”4.
Queste preoccupazioni diventano ancora più rilevanti considerando che i deepfake rendono possibile non solo la falsificazione di documenti, ma anche la simulazione di intere persone in videoconferenza, con voce e movimenti realistici. La tecnologia attuale permette di creare video contraffatti nei quali il volto di una persona viene inserito in un filmato esistente, talvolta con l’aggiunta di repliche sintetiche della voce, rendendo l’identificazione visiva tradizionale potenzialmente inaffidabile7.
Il quadro legislativo emergente contro i deepfake
Di fronte alle nuove sfide tecnologiche, è necessario sviluppare soluzioni normative e tecnologiche adeguate per garantire la sicurezza e l’affidabilità dell’identificazione a distanza nel contesto notarile.
Iniziative europee e italiane
A livello europeo e italiano, sono in corso diverse iniziative legislative per contrastare il fenomeno dei deepfake:
- L’Artificial Intelligence Act europeo fa cenno per la prima volta a questo tipo di tecnologie e cerca di imporre requisiti minimi di trasparenza alla loro diffusione7.
- In Italia, il disegno di legge sull’Intelligenza Artificiale approvato dal Governo prevede il reato di deepfake, riconoscendo la necessità di tutelare il “diritto di ogni soggetto di conservare il controllo sulla propria immagine digitale e sulla propria identità”10.
Queste iniziative mirano a creare un quadro normativo che disincentivi l’uso fraudolento di queste tecnologie e fornisca strumenti legali per perseguire i responsabili di abusi.
La tutela della privacy e dell’identità digitale
Un ruolo importante nella regolamentazione dei deepfake è svolto anche dal GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), che “regolamenta la creazione di deepfake, in quanto generati mediante il trattamento di dati personali (volti, voci e corpi) delle persone coinvolte, spesso senza il loro consenso informato”15.
Il GDPR impone trasparenza nel trattamento dei dati e il rispetto di principi come la liceità, la minimizzazione e la protezione dei dati, fornendo un ulteriore livello di tutela contro l’uso improprio delle tecnologie deepfake nel contesto notarile e non solo15.
Soluzioni tecnologiche e prospettive future
Parallelamente alle iniziative legislative, stanno emergendo soluzioni tecnologiche per contrastare i deepfake e garantire l’autenticità dell’identità digitale, creando nuove opportunità per l’attività notarile a distanza.
Tecnologie emergenti per l’identificazione sicura
Tra le soluzioni tecnologiche più promettenti vi sono:
- Tecnologie di autenticazione multi-fattore avanzate, che combinano diversi elementi di verifica (qualcosa che si sa, qualcosa che si possiede, qualcosa che si è)
- Sistemi di verifica biometrica con rilevamento dell’animazione (liveness detection), capaci di distinguere tra una persona reale e una rappresentazione statica o manipolata
- Tecnologie blockchain per la certificazione dell’identità digitale, che garantiscono l’immutabilità e la tracciabilità delle informazioni
- Algoritmi di rilevamento dei deepfake, in grado di identificare anomalie e inconsistenze nei video manipolati
Il Notariato italiano, “molto avanti rispetto alla maggior parte dei paesi del mondo, sta da tempo studiando forme che consentano la stipula di atti a distanza, con le garanzie non diverse da quelle proprie degli atti tradizionali”4, integrando queste nuove tecnologie nei propri processi.
Verso un nuovo paradigma per l’attività notarile digitale
L’evoluzione dell’identificazione a distanza nel contesto notarile sta portando verso un nuovo paradigma che integra tecnologie digitali avanzate per l’identificazione, processi ibridi che combinano elementi digitali e tradizionali, nuove competenze tecnologiche per i notai e framework normativi aggiornati che bilanciano innovazione e sicurezza.
In questo contesto, il ruolo del notaio rimane centrale, ma si arricchisce di nuove dimensioni tecnologiche e procedurali. Come evidenziato dal Consiglio Nazionale del Notariato, “la verifica dell’identità si possa validamente compiere utilizzando anche una sessione in videoconferenza, presidiata da un terzo operatore da remoto con l’ausilio del quale si possa accertare l’identità, in modo da garantire quel grado di maggiore sicurezza e mitigazione del rischio”6.
Domande frequenti sull’identificazione a distanza notarile
È possibile stipulare un atto notarile completamente a distanza?
Attualmente, la stipula di atti notarili completamente a distanza è oggetto di studio e sperimentazione. La normativa italiana richiede ancora alcune garanzie che possono essere difficili da ottenere in un contesto puramente digitale. Come sottolineato dal Notaio Marrese, “il Notariato italiano sta da tempo studiando forme che consentano la stipula di atti a distanza, con le garanzie non diverse da quelle proprie degli atti tradizionali”4, ma è essenziale garantire la certezza dell’identità e della volontà delle parti.
Quali sono i requisiti minimi per l’identificazione a distanza in ambito notarile?
Per l’identificazione a distanza in ambito notarile, è necessario utilizzare strumenti che garantiscano un alto livello di sicurezza. Tra questi, il Consiglio Nazionale del Notariato suggerisce l’utilizzo di SPID di livello almeno significativo, certificati qualificati, sessioni di videoconferenza presidiate da operatori remoti, o una combinazione di questi metodi612. L’approccio multi-fattore è considerato il più sicuro per mitigare i rischi associati all’identificazione a distanza.
Come ci si può proteggere dal rischio di deepfake nelle transazioni notarili?
Per proteggersi dal rischio di deepfake nelle transazioni notarili, è consigliabile adottare un approccio multi-fattore che combini diversi metodi di identificazione. È importante affidarsi a professionisti che utilizzino tecnologie aggiornate e seguano le best practice raccomandate dal Consiglio Nazionale del Notariato. Inoltre, l’utilizzo di sistemi di rilevamento dei deepfake e di tecnologie di verifica dell’animazione può contribuire significativamente a ridurre i rischi10.
La firma digitale ha lo stesso valore legale di quella autografa?
Sì, secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005), il documento informatico sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica qualificata “ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile”19, equiparando quindi la firma digitale a quella autografa. Questo principio è fondamentale per consentire la digitalizzazione dell’attività notarile, garantendo al contempo la certezza giuridica degli atti.
Quali sono le responsabilità del notaio nell’identificazione a distanza?
Il notaio mantiene tutte le responsabilità previste dalla legge anche nel contesto dell’identificazione a distanza. In particolare, deve accertarsi dell’identità delle parti e della loro effettiva volontà, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per garantire la massima sicurezza e affidabilità del processo. Come evidenziato dal Notaio Marrese, “nell’atto notarile al notaio non è imposto soltanto di verificare l’identità personale degli intervenuti, ma anche quella di indagare personalmente sulla effettiva volontà delle parti”4, e questa responsabilità rimane invariata anche nel contesto digitale.
Conclusione: bilanciare innovazione e sicurezza nell’attività notarile digitale
L’identificazione a distanza nel contesto notarile rappresenta una frontiera in rapida evoluzione, ricca di opportunità ma anche di sfide significative. La normativa italiana ed europea sta progressivamente adattandosi alle nuove tecnologie, cercando di bilanciare l’innovazione con la necessità di certezza e sicurezza giuridica che è alla base dell’attività notarile.
Di fronte alla minaccia rappresentata dai deepfake e da altre tecnologie potenzialmente fraudolente, è fondamentale sviluppare un approccio integrato che combini soluzioni normative, tecnologiche e procedurali. Il Notariato italiano sta giocando un ruolo proattivo in questo processo, contribuendo allo sviluppo di soluzioni innovative che mantengano gli elevati standard di sicurezza e affidabilità che caratterizzano la professione.
La “certezza del contratto è un valore imprescindibile che merita una tutela assoluta”4, e questa certezza deve essere garantita anche nel contesto digitale. Le nuove modalità di stipula degli atti dovranno essere adottate solo nel momento in cui si riuscirà a implementare strumenti tecnici che consentano di tutelare appieno la sicurezza e l’affidabilità del processo notarile.
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