L’eredità digitale rappresenta oggi una componente essenziale della pianificazione successoria. Con l’evoluzione tecnologica e una vita sempre più legata al mondo virtuale, il patrimonio che lasciamo ai nostri eredi non comprende più solo beni fisici, ma include anche un’ampia gamma di risorse digitali. Questa guida aggiornata al 2025 fornisce tutte le informazioni necessarie per pianificare correttamente la trasmissione del proprio patrimonio digitale, alla luce delle più recenti novità normative e delle soluzioni pratiche disponibili.
Che cos’è l’eredità digitale nel 2025
L’eredità digitale altro non è che la trasmissione a terzi del “patrimonio digitale” di una persona, in seguito alla sua morte1. Nel corso degli ultimi anni, questo concetto è diventato sempre più rilevante, tanto che il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato un decalogo aggiornato che tiene conto delle più recenti novità normative4.
Nel 2025, l’eredità digitale comprende una pluralità eterogenea di beni e rapporti giuridici relativi a informazioni conservate su supporto elettronico che possono avere valore economico/patrimoniale o anche solamente affettivo1. Questa eredità immateriale è costituita sia da risorse offline che online.
Risorse digitali offline
Le risorse digitali offline includono tutti quei contenuti che sono memorizzati su dispositivi fisici e non condivisi in rete. Tra questi troviamo:
- File (documenti, foto, video, audio)
- Software e programmi informatici acquistati
- Progetti e lavori creativi salvati su dispositivi personali
- Nomi a dominio associati a siti internet4
Riguardo a questi elementi, la dottrina ritiene generalmente che cadano in successione, seguendo le regole della successione tradizionale15.
Risorse digitali online
Le risorse online rappresentano oggi la parte più complessa dell’eredità digitale e includono:
- Account di posta elettronica (Gmail, Yahoo, ecc.)
- Profili sui social media (Facebook, Instagram, TikTok, ecc.)
- Account di servizi di cloud storage (Google Drive, Dropbox, iCloud)
- Criptovalute e portafogli digitali (Bitcoin, Ethereum, ecc.)
- Account di e-commerce, abbonamenti e servizi digitali
- Comunicazioni via chat e messaggistica1217
Il vero problema riguarda proprio questi documenti online e le pagine sui social networks, la cui trasmissibilità non è sempre garantita15.
Il quadro normativo dell’eredità digitale nel 2025
La situazione normativa attuale
Uno degli aspetti più critici dell’eredità digitale riguarda proprio il quadro giuridico. Attualmente, in Italia così come in Europa, non esiste una legislazione specifica che regoli espressamente la trasmissibilità del patrimonio digitale dopo la morte49. Questo vuoto normativo genera notevole incertezza, anche perché molte società che offrono servizi digitali hanno sede al di fuori del territorio dell’Unione Europea4.
L’unico riferimento normativo specifico in Italia è rappresentato dall’articolo 2-terdecies del Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003), che stabilisce che i diritti riferiti ai dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato, in qualità di suo mandatario o per ragioni familiari meritevoli di protezione51115.
Questo articolo è stato il fondamento giuridico del primo provvedimento italiano in materia di eredità digitale, emesso dal Tribunale di Milano il 9 febbraio 2023, che ha condannato Apple a mettere a disposizione degli eredi i beni digitali custoditi nell’account di un giovane defunto7.
La giurisprudenza emergente
Le corti internazionali hanno iniziato a pronunciarsi sul tema, con approcci diversi. In Germania, la Corte di giustizia federale ha contestato le condizioni generali di contratto di Facebook che prevedono il blocco del profilo in caso di morte dell’utente15. Diverso è l’approccio delle corti americane, secondo le quali l’identità digitale è disponibile inter vivos da parte del titolare e le condizioni che prevedono la “morte digitale” a seguito della morte fisica sono valide15.
I beni digitali ereditabili e non ereditabili
Cosa rientra nell’eredità digitale
Non tutti i beni digitali sono trasmissibili per successione. È importante distinguere tra:
- Beni digitali ereditabili:
- Beni digitali non ereditabili:
- Beni piratati o ottenuti illegalmente
- Licenze d’uso personali (Netflix, Spotify, software in abbonamento)
- Identità digitali come lo SPID
- Account con condizioni contrattuali che ne vietano il trasferimento17
Il caso specifico delle password
Le password, pur non facendo parte dell’eredità digitale in senso stretto, rappresentano un elemento cruciale per l’accesso ai contenuti digitali. Il principale problema per gli eredi è spesso proprio il recupero delle credenziali di accesso, che può generare complesse controversie legali171.
La proprietà del dispositivo fisico (computer, smartphone, tablet) non garantisce automaticamente l’accesso ai contenuti digitali se non si dispone delle password necessarie1. Questo rappresenta uno dei nodi critici nella pianificazione dell’eredità digitale.
Il ruolo del notaio nella pianificazione dell’eredità digitale
In assenza di una normativa specifica, il notaio diventa una figura fondamentale per la pianificazione dell’eredità digitale. Lo Studio n. 1-2023/DI del Consiglio Nazionale del Notariato ha affrontato in modo approfondito la questione della sorte del patrimonio digitale dopo la morte del relativo titolare6.
Il notaio può assistere nella:
- Redazione di un testamento che includa disposizioni specifiche sui beni digitali
- Predisposizione di mandati post mortem per la gestione dei dati digitali
- Consulenza sulla trasmissibilità dei vari tipi di beni digitali
- Verifica delle condizioni contrattuali dei servizi online utilizzati
- Pianificazione successoria che tenga conto delle peculiarità dei beni digitali616
Il testamento si conferma lo strumento più efficace per la pianificazione dell’eredità digitale, consentendo di indicare con precisione non solo i beni da trasmettere, ma anche le modalità di accesso e le istruzioni per la gestione1014.
Come pianificare la propria eredità digitale nel 2025
Alla luce del panorama attuale, ecco i passi fondamentali per una corretta pianificazione dell’eredità digitale:
1. Creare un inventario digitale
Il primo passo è realizzare un inventario completo di tutti i propri asset digitali, includendo:
- Account online (email, social media, servizi cloud)
- Beni digitali con valore economico (criptovalute, domini, contenuti a pagamento)
- Beni digitali con valore affettivo (foto, video, messaggi importanti)
- Abbonamenti e servizi a pagamento217
2. Verificare le politiche dei servizi online
È fondamentale verificare le condizioni di utilizzo di ciascun servizio online per comprendere:
- Se prevedono la designazione di un “contatto erede”
- Quali procedure esistono in caso di decesso dell’utente
- Se è possibile scaricare una copia dei propri dati82
Alcune piattaforme, come Facebook, offrono la possibilità di creare un account commemorativo, mentre altre, come Google e Apple, permettono di designare un “contatto erede” che potrà accedere ai dati dopo un certo periodo di inattività814.
3. Utilizzare gli strumenti di pianificazione successoria
Nel 2025, gli strumenti giuridici più efficaci per la pianificazione dell’eredità digitale sono:
- Il testamento: rimane lo strumento più sicuro per garantire il passaggio dei beni digitali con valore economico, permettendo di includere istruzioni dettagliate e password1014
- Il mandato post mortem: consente di affidare la gestione dei dati digitali di valore affettivo a una persona di fiducia17
- Password manager: servizi che consentono di conservare in modo sicuro le password e prevedono meccanismi di accesso per gli eredi2
- Servizi di “eredità digitale”: piattaforme specifiche che aiutano a organizzare e trasmettere il proprio patrimonio digitale2
4. Conservare le credenziali in modo sicuro
Per le risorse digitali protette da password, è consigliabile:
- Affidare le password a una persona di fiducia con istruzioni precise
- Utilizzare un password manager con funzionalità di “legacy contact”
- Inserire le credenziali in un documento sigillato da consegnare al notaio
- Per le criptovalute, conservare le chiavi private in modo sicuro e includere istruzioni specifiche nel testamento1714
5. Esprimere chiaramente le proprie volontà
L’articolo 2-terdecies del Codice della Privacy prevede che l’interessato possa vietare l’esercizio dei diritti sui propri dati da parte di terzi dopo la morte, ma tale volontà deve risultare in modo non equivoco e deve essere specifica, libera e informata1115. È quindi importante esprimere chiaramente le proprie volontà riguardo all’accesso ai propri dati dopo la morte.
La sfida delle giurisdizioni internazionali
Un aspetto particolarmente complesso dell’eredità digitale riguarda la giurisdizione applicabile. Molti servizi online hanno sede negli Stati Uniti o in altre giurisdizioni al di fuori dell’Unione Europea, rendendo particolarmente difficile l’accesso ai dati post mortem174.
In assenza di disposizioni chiare e precise, gli eredi potrebbero trovarsi ad affrontare controversie internazionali lunghe e costose. Questo rende ancora più importante la pianificazione preventiva e il ricorso ai servizi che permettono di designare un “contatto erede”17.
FAQ sull’eredità digitale
Che differenza c’è tra identità digitale e patrimonio digitale?
L’identità digitale comprende i profili sui social media, le email, i contenuti creati e i dati raccolti dai servizi online. Il patrimonio digitale include invece tutti i beni digitali con valore economico o affettivo che possono essere trasmessi agli eredi9.
I social media possono essere ereditati?
Dipende dalle politiche di ciascun social network. Facebook, ad esempio, permette di trasformare il profilo in un account commemorativo o di nominare un contatto erede. Altri social potrebbero prevedere la semplice chiusura dell’account dopo un periodo di inattività815.
Cosa succede alle criptovalute dopo la morte?
Le criptovalute sono considerate beni digitali ereditabili. Tuttavia, senza l’accesso alle chiavi private, gli eredi non potranno mai recuperarle. È quindi fondamentale includere istruzioni precise nel testamento o affidarle a un notaio o a una persona di fiducia1714.
Posso lasciare per testamento le mie password?
Sì, è possibile inserire le password nel testamento o in un documento separato da consegnare al notaio. Tuttavia, bisogna considerare che il testamento diventa pubblico dopo l’apertura della successione, quindi potrebbe essere preferibile utilizzare altri metodi più sicuri1017.
Cosa fare se non si conosce la password di un account di un defunto?
In questo caso, gli eredi possono fare riferimento all’articolo 2-terdecies del Codice della Privacy e richiedere l’accesso ai dati direttamente al fornitore del servizio. In caso di rifiuto, potrebbe essere necessario ricorrere alle vie legali, come dimostra il precedente del Tribunale di Milano contro Apple711.
È possibile impedire l’accesso ai propri dati dopo la morte?
Sì, l’articolo 2-terdecies prevede che l’interessato possa vietare l’esercizio dei diritti sui propri dati da parte di terzi dopo la morte, ma tale volontà deve essere espressa in modo non equivoco e specifico1115.
Conclusione: pianificare oggi per il futuro digitale
L’eredità digitale rappresenta una sfida crescente per il diritto successorio tradizionale. La mancanza di una normativa specifica e la natura transfrontaliera di molti servizi digitali rendono essenziale una pianificazione accurata e tempestiva del proprio patrimonio online.
Il notaio rappresenta un punto di riferimento fondamentale in questo processo, potendo offrire consulenza specializzata e strumenti giuridici adeguati per garantire che le proprie volontà siano rispettate anche nel mondo digitale.
Nel 2025, con l’aumento costante del valore e dell’importanza dei beni digitali, pianificare la propria eredità digitale non è più un’opzione, ma una necessità per chiunque possegga anche solo un account email o un profilo social.
Come possiamo aiutarti
Il nostro studio notarile offre consulenza specializzata in materia di eredità digitale, aiutandoti a:
- Creare un inventario completo dei tuoi beni digitali
- Valutare la trasmissibilità di ciascun tipo di bene
- Redigere un testamento che includa disposizioni specifiche per il patrimonio digitale
- Predisporre mandati post mortem per la gestione dei dati
- Verificare le implicazioni fiscali dell’eredità digitale
Non lasciare al caso il tuo patrimonio digitale. Contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata e assicurati che i tuoi beni digitali siano trasmessi secondo le tue volontà.
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